La soluzione? Un’alleanza fra Provincia di Pistoia e Comuni

La porta principale dell'impianto sportivo lasciata aperta

Il presidente Vanni lancia l’sos alle altre amministrazioni per salvare l’impianto. L’assessore comunale Gabriele Magni: «Siamo già al lavoro per risolvere presto»

PISTOIA. «Le transenne c’erano, qualcuno deve averle rimosse, la piscina era chiusa anche con il lucchetto e c’era un cartello con il divieto di accesso».

A dare spiegazioni è Rinaldo Vanni, presidente della Provincia di Pistoia, messo di fronte alle condizioni di degrado in cui versa la piscina-palestra Silvano Fedi di via Panconi. Di proprietà dell’amministrazione provinciale, chiusa per motivi di sicurezza e senza gestore da un anno.

«Quando ho parlato di gestione, la Nuotatori Pistoiesi ha arricciato il naso – continua Vanni – Sono stato redarguito per il bando unico di gestione delle piscine (Pistoia-Pescia-Maresca). Poi ho fatto il bando separato e non è successo niente. Il problema è molto complesso. Ho avuto già un primo incontro con la nuova amministrazione comunale e a breve ne chiederò un altro. La Provincia non ha risorse: è necessario creare un gruppo di lavoro trasversale tra Provincia e Comuni, Pistoia in prima fila, per dare vita ad un progetto di ristrutturazione e messa a norma. Poi si tratta di capire chi dovrà gestire questo progetto. La Provincia dovrebbe essere resa operativa per trovare risorse. La questione è all’ordine del giorno, non siamo fermi. Vorrei parlare anche con i sindaci di altri Comuni, come quelli della Piana per esempio, perché la Fedi è un impianto scolastico-sportivo con un bacino di utenza molto ampio».

Erano i primi di settembre di un anno fa quando i battenti della piscina più conosciuta della città si sono chiusi per la revoca dell’agibilità. Già da alcuni mesi erano stati chiusi a scopo precauzionale due spogliatoi.

Poi Asl e vigili del fuoco avevano emesso un atto di diffida nei confronti del gestore dell’impianto, intimando di non riaprire la piscina, e anche la palestra, di via Panconi finché non fossero ripristinate le condizioni di sicurezza. Da lì c’era stato un primo bando di gara, andato deserto, che prevedeva l’affidamento da parte della Provincia, ormai senza più risorse da poter destinare alla manutenzione di immobili di sua proprietà, la gestione per 25 anni di tutte e tre le piscine provinciali: la Fedi, quella di Pescia e quella di Maresca. Gestore che, per l’impianto di via Panconi, era chiamato ad eseguire di tasca propria interventi di ristrutturazione non più rinviabili per 1,2 milioni di euro.

Un nulla di fatto anche per il secondo bando, stavolta separato per le tre piscine, anche questo andato deserto. Era il 26 novembre 2016. Poi, da lì, più nulla. Solo l’abbandono. Con l’accesso alla struttura aperto e chiunque, giorno e notte.

La Provincia, senza più soldi in cassa, guarda quindi al Comune di Pistoia.

«Sono in riunione proprio adesso con il dirigente dell’Ufficio Sport e due dipendenti comunali per il problema della piscina Fedi – spiegava ieri mattina, contattato dal Tirreno, Gabriele Magni, assessore allo Sport del Comune di Pistoia – Sto valutando diverse possibilità e poi dirò in modo chiaro cosa si può fare e cosa non si può fare. Sto facendo il punto della situazione, ci sono tante strade aperte e non so ancora quale verrà presa. Molte persone con cui devo confrontarmi sono in ferie, ma io non lo sono e non trascinerò a lungo la questione. Non riesco ancora a dare risposte sicure. Sto predisponendo più piani per agire. Nel breve, medio e lungo termine».

Alessandra Tuci