Presto i lavori della sala slot Borchi: «Porterà occupati»

QUARRATA. Inizieranno probabilmente già a settembre i lavori per la realizzazione di una sala slot in via Statale 172 a Quarrata. La deroga al regolamento urbanistico per il cambio di destinazione d'...

QUARRATA. Inizieranno probabilmente già a settembre i lavori per la realizzazione di una sala slot in via Statale 172 a Quarrata. La deroga al regolamento urbanistico per il cambio di destinazione d'uso dell’immobile (da commerciale a servizi), che si trova nell’area del centro commerciale naturale di Olmi, è stata concessa dalla giunta comunale con una delibera del 31 luglio. Il provvedimento è arrivato a seguito della sentenza con cui il Tribunale amministrativo della Toscana ad aprile aveva annullato una precedente delibera della giunta quarratina, che nel settembre 2016 aveva deciso di non acconsentire all’apertura della sala giochi per le possibili conseguenze sociali, ritenendo «inopportuna la sua collocazione in un’area commerciale frequentata da famiglie, quindi con presenza di minori, nei pressi di zone residenziali». Motivazioni ritenute insufficienti dal Tar che ha condannato il Comune. A ricorrere al Tar era stato, dopo il diniego dell’amministrazione, il proprietario dell’immobile, Raffaello Borchi, che adesso si dice pronto a realizzare il progetto. «Sono soddisfatto di aver vinto questa battaglia dopo un anno – spiega Borchi – Con l’apertura della sala giochi verrà dato lavoro a 5-6 persone, mentre durante gli interventi sull’immobile ci saranno opportunità per gli artigiani del posto. Sono convinto che la sala giochi valorizzerà e rivitalizzerà una zona, quella del centro commerciale naturale di OImi, ormai in decadenza». Titolare della sala slot sarà una società legata a Lottomatica, alla quale Borchi affitterà l'edificio. L’attività, che potrebbe aprire già entro la fine di quest'anno, occuperà una superficie complessiva di circa 700 metri quadrati. «Ci dispiace - commenta l'assessore allo sviluppo economico Francesca Marini (fino a giugno titolare della delega all'urbanistica) - Sapevamo che quello legato agli aspetti sociali era l'unico profilo percorribile per il diniego. Eravamo convinti della bontà delle nostre tesi, forti anche di alcuni pareri legali. Restiamo convinti che attività come questa debbano trovare degli spazi, ma sarebbe bene che questi spazi fossero lontani da zone frequentate da minori e famiglie». (t.a.)