Processo Mazzanti verso l’abbreviato

A settembre tutti e nove gli imputati sono intenzionati a chiedere il rito alternativo

PISTOIA. Si fa sempre più concreta la possibilità che sia un processo per rito abbreviato a fornire le prime sentenze sull’inchiesta che vede imputato di corruzione elettorale, abuso d’ufficio e peculato il sindaco di Quarrata Marco Mazzanti (fresco di rielezione al primo turno), insieme ad altri otto imputati, a vario titolo.

Nell’udienza di ieri davanti al Gup Maria Elena Mele alcuni degli imputati hanno prodotto dei documenti e il pm Fabio Di Vizio ha chiesto tempo per esaminarli. Tutto è stato quindi rinviato il 27 settembre, quando gli avvocati degli imputati potranno formalizzare la richiesta di un rito abbreviato, in alcuni casi condizionato all’audizione di consulenti tecnici.

L’inchiesta, lo ricordiamo, riguarda due distinti filoni amministrativi. Mazzanti è accusato di corruzione elettorale perché avrebbe promesso la nomina come scrutatori ai seggi per tre persone, in cambio di voti nelle elezioni 2015 per gli esponenti Pd Federica Fratoni e Marco Niccolai. Mazzanti avrebbe anche fatto assumere al Cis srl due operatori ecologici, sempre in cambio del loro voto. Per queste vicende e per una terza assunzione sospetta, Mazzanti è accusato anche di abuso d’ufficio, insieme al presidente del cda di Cis Edoardo Franceschi e all’allora procuratore speciale Graziano Tesi. Il sindaco è poi accusato di peculato per aver fatto 106 telefonate per fini personali con il telefonino di servizio.

L’altro filone dell’inchiesta riguarda proroghe sospette dei contratti per alcuni servizi comunali (trasporti scolastici e sociali): qui l’accusa è di abuso d’ufficio e turbata libertà d’asta per i dirigenti del Comune di Quarrata Maria Alessandra Tofani e Alessandro Landini e per i presidenti della Cnp Marco Fedi e Lorenzo Ancillotti e della coop L’Orizzonte Anna Goretti. Infine, la dirigente del Comune di Montale Carla Boschi che deve rispondere solo di turbativa d’asta.(f.cl.)