Quattro narcisi gialli alla Fortezza S. Barbara di Pistoia

Gli studenti dell'istituto comprensivo Martin Luther King di Bottegone e quelli dell'istituto Bernardo Pasquini di Massa e Cozzile, hanno rievocato la fucilazione dei quattro giovani avvenuta nel 1944 perché non vollero arruolarsi nell'esercito della Repubblica di Salò

Gli studenti rievocano la fucilazione alla Fortezza Santa Barbara

PISTOIA. Aldo, Alvaro, Valoris e Lando. Quattro ragazzi appena ventenni uccisi perché avevano scelto la vita. Sono loro i quattro ragazzi della Fortezza Santa Barbara.

A settantatré anni di distanza dal quel giorno, il 31 marzo del 1944, ieri mattina, la città li ha ricordati con una cerimonia esemplare. Quel giorno infernale Aldo Calugi, Alvaro Boccardi, Valoris Poli e Lando Vinicio Giusfredi vennero prelevati dal carcere provvisorio delle Ville Sbertoli per essere condotti alla fortezza Santa Barbara e lì essere fucilati. Tutti insieme non raggiungevano ottant'anni. Il tribunale speciale fascista li aveva dichiarati renitenti alla leva perché non vollero arruolarsi nella Repubblica di Salò.

Illuminati da uno splendido sole primaverile, gli studenti dell'istituto comprensivo Martin Luther King di Bottegone e quelli dell'istituto Bernardo Pasquini di Massa e Cozzile, vestiti con abiti neri e bianchi, hanno dato vita alla toccante performance dal titolo "Quattro narcisi gialli". Nel giardino interno della Fortezza, gli studenti hanno rievocato la breve vita dei quattro ragazzi fino alla loro tragica morte. Alle loro spalle, quattro sagome di legno raffiguranti i giovani martiri. Tra loro anche Gaia Giusfredi, nipote di Lando Vinicio Giusfredi. "Il buio fa paura ma di più mi fa paura il vento che mi riporta le voci sepolte nella sabbia" hanno intonato dinanzi ad una folla commossa di persone. "Sei forse accusato di omicidio? Sei accusato di tradimento?", "No, sono accusato di essere libero" si sono alternate le voci dei giovani attori. E ancora: "Ma dove stava scritto che dovessero per forza scegliere la guerra? Loro l'avevano fatta la loro scelta: avevano scelto la vita". Alla cerimonia erano presenti il sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli, il sindaco di Massa e Cozzile Marzia Niccoli, il prefetto di Pistoia Angelo Ciuni, il presidente della Provincia di Pistoia Rinaldo Vanni, i rappresentanti di comuni della provincia, i parenti delle vittime, le associazioni combattentistiche e d'Arma di Pistoia.

Un momento della rievocazione dell'esecuzione dei quattro giovani pistoiesi (Foto Gori)

"I ragazzi della fortezza sono un esempio vivo e vicino che ancora oggi condiziona le scelte di ogni uomo e donna -ha detto Marzia Niccoli, che non ce l'ha fatta a trattenere le lacrime- Ricordare per non dimenticare non è solo un dovere, ma un'esortazione che aiuta a riempire la nostra vita. Anche dagli eventi negativi possiamo trarre qualcosa di positivo: fare luce sulla nostra esistenza e capire quali siano i valori veri".

"A tutti gli studenti presenti oggi - le parole di Samuele Bertinelli - l'Anpi regalerà una copia della Costituzione Italiana. Sappiate che non è carta, ma un regalo molto impegnativo, scritto anche con il sangue di questi quattro nostri figli, che ci sono diventati padri e guide spirituali, e la cui memoria per questo riportiamo oggi, con gratitudine e commozione, al cuore. Diffusa e forte è oggi la tentazione di disinteressarsi alle sorti collettive, alla dimensione pubblica delle nostre vite. Non disprezzate la politica perché è strumento indispensabile per la vostra stessa prospettiva di vita, perché il vostro diritto alla felicità divenga concretamente esigibile.