«Cisl fuori dalla Commissione amianto»

Tensione alle stelle con l’Uglm. Fabbri: si appropriano di un lavoro fatto dall’insieme dei sindacati

PISTOIA. È ancora botta e risposta tra Fim-Cisl e Uglm in Hitachi. Stavolta, però, il tema è l'amianto e la questione legata al riconoscimento dell'esposizione alla fibra killer per i lavoratori nel periodo 1987-1991. Gli anni in cui nello stabilimento Breda fu scoibentato il tetto in eternit.

Dopo le dichiarazioni dei delegati Fim - nella conferenza stampa di mercoledì - che hanno dichiarato forte ottimismo, e tempi ormai strettissimi, per arrivare alla certificazione dell'esposizione per circa 250 lavoratori attualmente in Hitachi, arriva la secca replica dell'Uglm. «Apprendiamo con grande stupore - si legge nella nota a firma di Tiziano Fabbri, segretario provinciale Uglm - che una organizzazione sindacale (Fim - ndr) facente parte, tra l'altro, di una specifica Commissione (amianto - ndr) sta divulgando la notizia che "siamo arrivati alla fine di un lungo percorso". Quello relativo alla delicatissima questione amianto». Un comportamento - prosegue la nota - «scorretto e che giunge a conferma di una tendenza adottata come consuetudine». L'attacco di Uglm, in sintesi, ruota intorno all'atteggiamento di «trionfalismo e protagonismo» dei delegati Fim che con le loro affermazioni si sono appropriati di un lavoro svolto fino a oggi, in maniera corale, dall'apposita Commissione amianto di Hitachi (Fiom, Fim, Uilm; Uglm), nata nel 2014, in seguito al ritrovamento di fibre di asbesto nello stabilimento, quando la fabbrica era ancora targata AnsaldoBreda.

«Chiediamo piuttosto - dice Fabbri - una spiegazione sul perché la Commissionesia stata di fatto bypassata, tra l’altro, proprio da coloro che in generale sui temi sindacali, troppo spesso, le cosiddette altre sigle all’unità e al rispetto delle regole. È nostra opinione che, di fronte a tale ingiustificato comportamento, la presenza in Commissione di tali soggetti sia diventata incompatibile». (v.v.)