Insulti, minacce e vandali: e Copit aumenta i vigilantes

Pistoia, cresce l’impiego delle guardie giurate per scortare i controllori al lavoro Ma una donna autista confessa: siamo sempre nel mirino, così non si può continuare

PISTOIA. Che i controllori a bordo degli autobus non possano fare tranquillamente il proprio lavoro e, per farlo, debbano essere affiancati da delle guardie giurate, non delinea un panorama tanto "normale". Almeno non per una piccola città come Pistoia. Eppure è proprio questo che sta succedendo, e non da ora: il Copit ha deciso di ricorrere ai vigilantes nell’aprile 2015. Ma da allora la situazione è peggiorata, se è proprio di questi giorni la decisione di potenziare il servizio.

E del resto basta parlare con chi sui bus ci lavora per avere un panorama sconsolante. Ragazzi che fumano dentro gli autobus, fanno confusione, si azzuffano, e chi più ne ha più ne metta. Senza contare quelli che girano senza biglietto e che si rifiutano di esibire i documenti di identità. Non solo: molte persone vanno in giro privi di carta d'identità e, a quel punto, la sanzione per la mancata esibizione del biglietto convalidato è praticamente nulla. I furbetti e gli incivili sono sempre in agguato. Per non parlare di aggressioni verbali al malcapitato autista di turno.

Il bersaglio più gettonato? Le donne. «Insulti, minacce, non si può continuare a lavorare così -racconta Natascia De Marco, autista Copit- sulla linea 51 delle 12,30 del sabato ci sono regolarmente ragazzi che creano disturbo: fumano a bordo, tagliano i sedili e hanno perfino rotto una stufetta del riscaldamento. Quindici giorni fa, in via Montalbano a Quarrata, ho dovuto chiamare i carabinieri. Sabato scorso l'autobus è rimasto fermo 25 minuti per attendere l'arrivo delle forze dell’ordine, creando grosso disagio agli altri passeggeri. I minorenni si sentono “tutelati” a fare come vogliono e noi donne siamo le più colpite».

«L'altro giorno – continua – sulla linea diretta a Treppio, c'erano dei ragazzini che, dopo avermi insultati con aggettivi di ogni tipo, all'arrivo alle Fornaci sono scesi e mi hanno lanciato pezzi di plastica mentre viaggiavo».

In questo quadro, cosa fanno le guardie giurate? I vigilantes salgono sugli autobus insieme ai controllori in media 3-4 volte al mese con gli stessi orari di turno, cioè sei ore e mezzo. La mattina di venerdì 24 febbraio siamo saliti insieme a loro, su un bus della linea 51, quella che dalla stazione di Pistoia porta a Firenze. Ma, a quell'ora l'autobus era semivuoto e l'atmosfera tranquilla.

«Il sistema funziona e ora è sempre più frequente - spiega Giacomo Smottini, dipendente Copit- siamo tutti autisti e, a turno, svolgiamo l'incarico di controllori. Grazie alle guardie che ci affiancano, siamo più tranquilli perché i passeggeri si sentono in qualche modo "intimiditi" dalla vista degli uomini in divisa e questo è un deterrente».

«I vigilantes salgono sugli autobus 3-4 volte al mese ma l'azienda sta cercando di intensificare la loro presenza -continua Giacomo Vestri, altro dipendente - più che altro il loro ausilio è indispensabile nelle ore di punta, come la mattina presto o negli orari di uscita dalle scuole. L'azienda cerca di monitorare le singole corse in base alle segnalazioni degli autisti. Uno dei problemi maggiori è che la gente gira senza documenti. Noi però non abbiamo poteri giuridici: se la persona si rifiuta di esibirci un documento di riconoscimento noi non possiamo obbligarlo e spesso ci tocca chiamare le forze dell'ordine».