Metal detector messi ko dalla burocrazia

La stridente struttura installata nella corte affrescata dell’antico palazzo pretorio (foto Gori)

Manca l’autorizzazione, ancora spente le apparecchiature costate 56.000 euro e installate nei due antichi palazzi di giustizia

PISTOIA. L’effetto è quello di un dito in un occhio. Anche perché si trova all’interno di uno dei tesori storico-artistici di Pistoia, la corte affrescata dell’antico palazzo pretorio, in piazza Duomo. Un male necessario tuttavia quella fredda e tecnologica struttura, per garantire la sicurezza di coloro che in quegli uffici giudiziari ci lavorano e dei cittadini che li frequentano. Se però quell’ingombrante metal-detector, costato 56.000 euro fosse in funzione. La speranza – dei vertici di tribunale e procura in primis – era che potesse esserlo già dall’inizio di questo mese, tuttavia sembra che ormai se ne dovrà riparlare perlomeno ad anno nuovo. Da Roma, infatti, ancora tutto tace.

Sì perchè se a Pistoia tutto è pronto da tempo, dal ministero della Giustizia nessuna risposta è arrivata alle ripetute sollecitazioni per la firma della necessaria autorizzazione, quella che dovrà dare il via alla gara per il servizio di vigilanza, indispensabile all’attivazione sia del varco elettronico di piazza Duomo che di quello installato all’ingresso dell’altro palazzo di giustizia, in via 27 Aprile.

Affinché le due apparecchiature, costate 56.000 euro (sborsati dalla Fondazione Caripit) svolgano la funzione per la quale sono state concepite è pur sempre necessaria infatti la presenza umana, in questo caso di guardie giurate che intervengano nel caso scatti l’allarme.

In base al progetto predisposto per l’approvazione da parte di Roma e per l’autorizzazione di gara e spesa - partorito dopo sei mesi di valutazioni dei costi e ricerche di mercato - il servizio di vigilanza e sorveglianza verrebbe messo in lizza tra le aziende private interessate partendo da una base di 329.000 euro per tre anni, per ciascun edificio. In pratica un costo orario di 23 euro, che, seppure sotto la media nazionale, nelle previsioni dovrebbe ridursi di un bel po’ durante la gara al ribasso.

La stima del costo orario è stata fatta consultando il Consip, la società per azioni del Ministero dell’Economia e delle finanze (che ne è l'azionista unico), che svolge attività di consulenza, assistenza e supporto nell’ambito degli acquisti di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche.

Nel progetto stilato dai dirigenti pistoiesi, per contenere i costi è stata considerata la presenza minima necessaria di vigilanti nei due plessi: per ciascuna sede, 2 guardie giurate al giorno, una dalle 8 alle 19 e un’altra solo dalle 8 alle 13, orario di maggiore afflusso e in cui si concentrano le udienze. Il sabato è prevista invece una sola guardia giurata per palazzo, dalle 8 alle 13,30, così come nel mese di agosto, quando l’attività giudiziaria ordinaria è sospesa.

È dai primi di ottobre che il procuratore generale della Corte d’appello di Firenze – dal punto di vista burocratico titolare del procedimento – ha inviato al ministero l’incartamento per la firma dell’atto di determina da parte del guardasigilli, ma da Roma non si è saputo più nulla. Così come non ha ottenuto risposta la richiesta di autorizzazione (inviata il 14 ottobre) per un progetto stralcio che avrebbe potuto dare il via alla vigilanza almeno per i mesi di novembre e dicembre. Un progetto che avendo un costo di circa 33.000 euro avrebbe anche consentito di svolgere la gara con estrema rapidità attraverso il ricorso al Mepa, il mercato elettronico per la pubblica amministrazione. Ma con il mese di novembre ormai agli sgoccioli è svanita anche questa speranza. E intanto gli uffici giudiziari pistoiesi continuano ad essere un colabrodo dal punto di vista della sicurezza.

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