Tassi usurari, sette banche sotto accusa

La procura di Pistoia chiude le indagini scattate dopo la denuncia di una imprenditrice: indagati 22 ex direttori generali e di filiale

PISTOIA. A parte qualche sporadico caso, nel corso degli anni si è sempre trattato di cifre abbastanza contenute: su ogni conto corrente o prestito, qualche centinaio di euro di interessi addebitati in più rispetto a quanto avrebbe dovuto pagare in base ai massimi tassi vigenti. Ma soldi che, messi tutti insieme, avrebbero potuto fare la differenza per la sopravvivenza della sua azienda ormai in preda ad un dissesto economico potenzialmente fatale. E alla fine, l’imprenditrice pistoiese ha deciso di rivolgersi a un avvocato e presentare un esposto alla procura della Repubblica.

Al termine dell’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Fabio Di Vizio assieme alle Fiamme Gialle di Pistoia, sono 7 le banche sotto accusa per il reato di usura, nelle persone dei direttori generali e dei direttori di filiale che si sono succeduti negli anni interessati (complessivamente, dal 2006 al 2012): 22 gli indagati – la maggior parte residenti in provincia di Pistoia e in provincia di Prato – che nei giorni scorsi hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini inviato dal pubblico ministero.

Le banche e gli indagati. Sia locali che a copertura nazionale le banche in questione: Bcc di Vignole e Montagna pistoiese (indagati l’ex direttore generale Stefano Tonarelli e gli ex direttori della filiale di Sant’Agostino, Graziano Gherardi e Nicola Sichi); Bcc di San Pietro in Vincio-ViBanca (l’ex direttore generale Pierfrancesco Francioli e l’ex direttore della filiale di Pontelungo Giampiero Gargini); Bcc di Masiano (gli ex direttori generali Giordano Landini e Luca Giovanni Gori, e gli ex direttori della filiale di Pontelungo Daniele Galardini e Luigi Pepe); Banca di Pistoia (l’ex direttore generale Giancarlo Marradi e un direttore della filiale di Pistoia nel frattempo deceduto); Bcc Valdinievole (l’ex direttore generale Leonardo Quiriconi e gli ex direttori della filiale di Masotti Simone Anzuini e Massimiliano Cecchi; Bnl (l’ex direttore generale Fabio Gallia e il direttore della filiale di Sant’Agostino Maurizio Pampaloni); Banca popolare di Vicenza (gli ex direttori generali Fausto Gelati, Giampiero Bernardelle e Franco Tonato; e gli ex direttori della filiale di via Fermi, a Pistoia, Alessandro Fabbri, Corrado Artioli e Paolo Peciccia).

Le accuse. I direttori generali che si sono succeduti negli anni alla guida dei sette istituti di credito sono accusati di non aver attuato le decisioni dei rispettivi cda e di non averle trasmesse ai direttori di filiale nel rispetto delle leggi in materia di usura. E di non aver controllato che i direttori di filiale applicassero ai clienti tassi di interesse entro i limiti massimi stabiliti dalla legge.

I direttori di filiale sono invece indagati per aver applicato tassi debitori usurari o, comunque, per aver omesso di controllare, per segnalare o impedire che tassi simili fossero applicati alla cliente parte offesa nel procedimento (in realtà si tratta di sette distinti procedimenti penali, che, salvo riunioni, potrebbero dar vita ad altrettanti distinti processi).

Le accuse mosse dalla procura, oltre che dai risultati delle indagini portate avanti dalla Guardia di finanza, sono suffragate anche dai risultati della perizia affidata ad consulente tecnico. Nella maggior parte dei casi, i tassi applicati sui conti correnti sarebbero stati superiori ai limiti di legge solo di qualche punto (anche una decina in più invece per i prestiti), ad eccezione di un caso relativamente eclatante di un tasso del 430% per un trimestre del2008.