Torna Jacqueline Magi, il pm dell’amianto killer

Jacqueline Magi

Pistoia, due nuovi giudici in tribunale: organico al completo dopo anni ma ancora non basta per far fronte ai carichi di lavoro

PISTOIA. In tanti ricordano le sue lacrime dopo la sentenza di assoluzione degli ex dirigenti Breda al processo per le morti da amianto tra gli operai di via Ciliegiole. E le sue esternazioni senza peli sulla lunga, dettate dalla passione che da sempre mette nel suo lavoro. Così, come del resto, nelle sue performance artistiche di pittrice, scrittrice e fotografa. Era il 2006 quando, dopo dieci anni da pm, Jacqueline Magi lasciò la procura di Pistoia. Ora è ufficiale: all’inizio del prossimo anno il magistrato montecatinese tornerà in forza al palazzo di giustizia di Pistoia, questa volta in veste di giudice penale.

Dopo cinque anni e mezzo come giudice del lavoro al tribunale di Livorno ed altri quattro e mezzo come giudice penale a Prato, Jacqueline Magi, 55 anni, aveva fatto domanda di trasferimento nei mesi scorsi. Prima in graduatoria sia al tribunale di sorveglianza di Firenze che al tribunale penale di Pistoia, ha alla fine scelto quest’ultimo, ha scelto il ritorno a casa, atteso attorno a metà febbraio.

A darne notizia è stato lo stesso presidente del tribunale pistoiese, Fabrizio Amato, che ha annunciato con soddisfazione come, dopo tanti anni, con l’assegnazione in piazza Duomo di Jacqueline Magi, l’organico dei giudici previsto dal ministero per Pistoia risulta coperto al cento per cento: 19 giudici previsti e 19 al lavoro.

Una copertura integrale della pianta organica resa possibile dal rientro dal fuori ruolo in Corte costituzionale della dottoressa Maria Elena Mele e dall’arrivo, proprio oggi, sabato, di un nuovo giudice civile, Lucia Leoncini, alla sua prima nomina.

«Una copertura integrale – spiega il presidente Amato – che però non realizza in pieno la copertura delle esigenze, perché il numero di giudici previsto per Pistoia ormai non è più sufficiente per i compiti e le competenze via via sopraggiunti. Avevo infatti già chiesto al ministero l’istituzione di un secondo giudice del lavoro, settore per noi di maggiore sofferenza, dato l’esponenziale aumento del contenzioso degli ultimi anni. Tant’è che, in attesa della risposta del ministero, ho deciso di affiancare alla dottoressa De Renzis un got a cui affidare alcune fattispecie di minore rilevanza e di più semplce gestione». (m.d.)