«Sempre più magistrati giustizialisti»

Il presidente della Camera penale punta il dito contro i mali che anche a Pistoia compromettono il diritto alla difesa

PISTOIA. A parte qualche rara illuminata eccezione, magistrati che spesso assumono nel processo penale atteggiamenti efficientisti e giustizialisti. E che, laddove uno dei mali più gravi è la mancanza di terzietà del giudice, in un sistema in cui la contiguità tra magistratura inquirente e giudicante è sempre più evidente, appaiono per lo più diffidenti e indifferenti ai valori del contraddittorio, della parità tra le parti, con avvocati difensori considerati molto spesso ostacoli alla giustizia. «E a Pistoia la situazione non è diversa».

A puntare il dito contro i problemi del processo penale, è l’avvocato Andrea Niccolai, presidente della Camera penale di Pistoia. Lo fa all’indomani del congresso straordinario dell’Unione delle Camere italiane, che si è tenuto a Cagliari. Un congresso dal titolo molto esplicito: “La Costituzione dimenticata-Il processo tradito”. «Si è molto discusso dello stato del processo penale oggi, convenendo per una forte compromissione del diritto di difesa e delle garanzie costituzionali correlate alla presunzione di non colpevolezza che ci allontana sempre di più dal “giusto processo” pensato dal legislatore nel 1988 sui principi della Convenzione europea sui Diritti dell’uomo» spiega.

Quali aspetti preoccupano maggiormente l’avvocatura penale?

«I mali più gravi sono la mancanza di terzietà del giudice, in un sistema dove la contiguità tra magistratura inquirente e giudicante è sempre più evidente ; il ruolo ormai residuale riservato al difensore, molto spesso considerato un ostacolo al corso della giustizia; la perdita progressiva di oralità del processo, sempre più luogo di raccolta delle prove preconfezionate nelle indagini preliminari, dove il potere del pm è assoluto e le capacità di intervento del difensore minime...».

E i rapporti tra avvocatura e magistratura?

«Volendo dare una valutazione generale ed ovviamente escludendo illustri ed illuminate eccezioni, sempre più minoritaria é la magistratura aperta ai valori del contraddittorio, della parità delle parti e della terzietà del giudice, e quindi della necessità della separazione delle carriere».

È così anche a Pistoia?

«La situazione non è diversa, anche se le piccole dimensioni smussano contrasti e conflitti. Complessivamente però la valutazione che ho fatto per la situazione generale riguarda anche la nostra realtà. Abbiamo anche noi le illuminate eccezioni. Ma il quadro d’insieme non muta».

Ma secondo l’avvocato Niccolai non esistono ricette semplici per guarire i mali della giustizia penale, occorre un cambio di mentalità che richiederà tempo, forse decenni.

Quali azioni si propone l’Unione delle Camere penali?

«Questo cambio di mentalità passa attraverso il rilancio della separazione delle carriere per distinguere l'azione inquisitoria da quella giudicante e porre i protagonisti del processo su un piano di parità. In tal senso l'Unione rilancerà un referendum in questa direzione. Passa attraverso una lotta quotidiana nelle aule di giustizia per l'affermazione dei principi di legalità, per la tutela dei diritti costituzionali a garanzia del diritto di difesa. Passa attraverso un’azione culturale forte diretta ai nostri giovani perché crescano educati ai principi del garantismo e non a quelli del giustizialismo “forcaiolo”.Passa attraverso un migliore e più educato rapporto con i media, che spesso, troppo spesso, sono la cassa di risonanza delle procure senza alcuna valutazione critica (e la storia giudiziaria ci insegna che non sempre i grandi blitz giudiziari sono fondati su prove rigorose). Passa infine attraverso una costante interlocuzione con la politica perché smetta di inseguire il consenso con risposte legislative inutili e dannose e svolga con efficacia il suo ruolo senza abdicare a favore della magistratura sui temi della sicurezza sociale, della lotta alla corruzione, del contrasto alla criminalità .Una battaglia difficile».

Quali i prossimi impegni della Camera pistoiese?

«Certamente un modesto contributo alle battaglie dell’Unione sui temi accennati.Cercheremo di portare nelle scuole la cultura del rispetto dei principi costituzionali sul diritto di difesa.Cercheremo di contribuire alla formazione dell'avvocatura, poiché solo un avvocato preparato e specializzato può garantire adeguata assistenza all'imputato.Dobbiamo far capire ai magistrati, alla gente comune , alla società tutta che gli avvocati penalisti non sono i difensori del reato, ma i difensori degli imputati».

«Insomma – conclude l’avvocato Niccolai – gli avvocati non sono contigui con i loro assistiti ma difendono i loro diritti dagli abusi non infrequenti del sistema e garantiscono o cercano di garantire la celebrazione di un giusto processo.Ed il giusto processo è un pilastro di una società che vuole chiamarsi civile».