Amianto alla Breda, chiesto il processo per due ex dirigenti

Febbraio 2002: una delle tante manifestazioni degli operai Breda contro l’amianto killer (foto Gori)

Pistoia: imputati di omicidio colposo, Corrado Fici e Roberto Cai siederanno di fronte allo stesso giudice che undici anni fa li assolse per lo stesso reato

PISTOIA. Dopo undici anni siederanno di nuovo sul banco degli imputati. Accusati dello stesso reato. E di fronte allo stesso giudice che allora li assolse. La procura della Repubblica di Pistoia ha chiesto il rinvio a giudizio di due ex dirigenti della Breda, Corrado Fici e Roberto Cai, accusati di omicidio colposo per la morte di Amilcare Sacconi, ucciso da un mesotelioma causato dalle fibre d’amianto respirate nell’arco dei 34 anni in cui aveva lavorato come operaio nello stabilimento di via Ciliegiole.

Ancora non è nota la data dell’udienza preliminare, ma è certo che si svolgerà davanti al gup Alessandro Buzzegoli, lo stesso magistrato che il primo giugno 2004, in veste di giudice monocratico, assolse Fici, Cai e i soli altri due dirigenti allora ancora in vita che negli anni si erano susseguiti alla guida della fabbrica pistoiese. Essendo incompatibili gli altri due colleghi dell’ufficio gup-gip (Roberto Tredici i quanto amico di uno degli imputati, Patrizia Martucci perché si è già pronunciata sul caso in veste di gip), il fascicolo è stato infatti assegnato a lui.

Il pm Luigi Boccia, titolare dell’inchiesta, ha depositato la propria richiesta di rinvio a giudizio dopo che la gip del tribunale Patrizia Martucci gli aveva ordinato di procedere con l'imputazione coatta. Secondo la giudice delle indagini preliminari infatti non vi sarebbero dubbi sul fatto che anche nel periodo in cui Amilcare Sacconi aveva lavorato in Breda vi erano già state precise indicazioni normative sui rischi legati all’esposizione all’amianto “che dovevano essere conosciute da coloro che hanno svolto funzioni dirigenziali all’interno dell'impresa, con conseguente adozione delle opportune cautele a favore dei lavoratori”.

L’ordinanza della gip era arrivata dopo che la procura aveva già chiesto per tre volte l'archiviazione del fascicolo aperto dopo il decesso del settantaduenne operaio pistoiese, avvenuto il 29 novembre 2010: nonostante i nuovi accertamenti condotti proprio dopo i ripetuti no da parte del gip, il pm riteneva non fosse possibile sostenere l'accusa di omicidio colposo in un processo.

«Se non vi può essere dubbio sul fatto che il Sacconi abbia contratto la malattia che ne ha causato la morte proprio per l'esposizione all'amianto presso la Breda – ha però scritto motiva la gip nella sua ordinanza – ne consegue, in termini di responsabilità per colpa, che debba essere esercitata l'azione penale nei confronti di Fici e Cai, avendo svolto, all’interno della Breda, il Fici il ruolo di dirigente generale dal 1979 al 1986, e il Cai con varie mansioni (direttore di produzione, vicedirettore generale e direttore generale) dal 1978 al 1991».

Amilcare Sacconi, sposato e padre di due figli, Fabio e Fabiana, aveva lavorato alla Breda dal 1954 al 1988, come saldatore e tubista, allestitore ferroviario e carpentiere. Residente a Candeglia, in via Antonelli, con la moglie Amelia, nel maggio 2010 gli venne diagnosticato un mesotelioma che lo uccise nel giro di sei mesi.

Corado Fici, 81 anni, e Roberto Cai, 78, entrambi residenti a Pistoia, sono ora accusati di omicidio colposo per aver violato le normative antinfortunistiche, per non aver formato e informato i lavoratori della Breda “sulle conseguenze delle lavorazioni con l’amianto e sugli effetti cancerogeni dello stesso” e per non aver preso precauzioni per evitare che inalassero le micidiali fibre.