Amianto killer alla Breda il gip dispone una perizia

Pistoia, doppia udienza per due richieste di archiviazione presentate dalla procura. Indagati per la morte di due operai gli ex dirigenti Corrado Fici e Roberto Cai

PISTOIA. Sono trascorsi undici anni da quella sentenza di assoluzione che ha lasciato l’amaro in bocca ai familiari e ai compagni di lavoro di tante vittime dell’amianto. Ma ieri mattina la fibra killer è tornata ad essere protagonista in un’aula del tribunale di Pistoia. Davanti al gip Patrizia Martucci, che dovrà decidere se archiviare o meno due procedimenti penali aperti nei confronti di due ex dirigenti della Breda in seguito alla morte di due pensionati dello stabilimento di via Ciliegiole.

Una decisione che per la morte di Amilcare Sacconi, ucciso da un mesotelioma nel 2010, a 72 anni, arriverà entro la fine di questa settimana, e che per quella di Giorgio Mochi, stroncato da un tumore all’esofago nel 2013 (aveva 67 anni), arriverà soltanto dopo la conclusione della perizia disposta dal giudice e affidata ieri ad un luminare nel campo dell’oncologia.

Per entrambi i casi sono indagati per omicidio colposo gli unici due dirigenti ancora in vita sotto cui lavorarono i due operai: Corrado Fici, 80 anni, e Roberto Cai, 77. E per entrambi i casi il giudice delle indagini preliminari ha più volte respinto le richieste di archiviazione presentate dal pm Luigi Boccia, che ritiene non vi siano gli elementi sufficienti per sostenere le accuse in un eventuale processo. La doppia udienza di ieri è figlia proprio di questi no.

Per la morte di Sacconi, che in Breda aveva lavorato per 34 anni, il 6 maggio scorso la gip Martucci aveva respinto per la terza volta la richiesta presentata dal pm dopo ulteriori accertamenti, fissando l’udienza di ieri per il contraddittorio tra le parti. Udienza nel corso della quale il pm – nuove consulenze Asl alla mano – ha chiesto ancora una volta l’archiviazione: non è possibile ricondurre con certezza l'insorgenza della malattia a comportamenti colposi dei due dirigenti indagati. Così come i due avvocati difensori, Andrea Niccolai e Stefano Torraca. La giudice si è riservata la decisione, attesa a breve.

Per la morte di Mochi, che nello stabilimento aveva lavorato dal 1965 al 1992, la gip, dopo aver respinto la richiesta di archiviazione al termine di una precedente udienza e aver ordinato al pm un supplemento di indagini, ha invece disposto l’incidente probatorio, affidando ad un perito da lei nominato l’incarico di accertare se il decesso sia da collegarsi o meno all’esposizione alle fibre di amianto.

A tentare di stabilirlo sarà il professor Francesco Di Costanzo, direttore di Oncologia medica di Careggi e luminare del settore a livello nazionale. L’indagine peritale inizierà il primo settembre e le sue conclusioni verranno illustrate da Di Costanzo nell’udienza fissata per il 17 dicembre.