Amianto, un nuovo fronte «Assistenza agli ex esposti»

Gli obiettivi della Commissione malattie professionali, nata all’interno dell’Anmil Il caso di Delio Gruni: malato dal 2004, ha scoperto da poco la causa del tumore

PISTOIA. Delio Gruni, ex operaio Breda, ha 85 anni e nello scorso aprile la Medicina del lavoro dell'ospedale di Siena gli ha diagnosticato un tumore amianto correlato. Nella certificazione medica di malattia professionale si legge: neoplasia intestinale e nodulo polmonare da esposizione all'asbesto.

Gruni, dal febbraio del 1947 al luglio 1982, ha lavorato nell'azienda pistoiese come saldo carpentiere e, come centinaia di suoi colleghi, per decenni è stato esposto all'amianto. Dopo 38 anni di lavoro come operaio specializzato il pensionamento arriva nel 1982, dieci anni prima della ufficiale messa al bando dell'amianto in Italia con la legge 257/92. La legge, non retroattiva, ha impedito a Delio Gruni di poter beneficiare dei riconoscimenti derivanti dalla esposizione, come il ricalcolo pensionistico.

La battaglia di Gruni contro le malattie, però, è cominciata nel 2004 quando durante una visita specialistica a Milano gli fu diagnosticato un tumore alla laringe, che lo ha poi costretto a un intervento di asporto della lingua, perché la malattia si era estesa alla cavità orale. I medici, già allora - consci dell'esposizione alla sostanza cancerogena - gli consigliarono di farsi visitare in modo approfondito alla Medicina del lavoro di Siena. A Pistoia, però, nessun medico ha mai denunciato la sua condizione di ex esposto all'amianto, e la visita specialistica non è mai stata effettuata, fino allo scorso aprile. Dal 2004 a oggi i tumori contro cui lotta Delio Gruni sono cinque, e la moglie accusa: «Sono sicura che se Delio non avesse lavorato alla Breda, oggi non sarebbe in queste condizioni».

La svolta nell'intera vicenda è avvenuta qualche mese fa, quando la famiglia Gruni ha portato Delio a Siena e l'esito della visita non ha lasciato dubbi: quel nodulo polmonare è causato dalle fibre di asbesto. «Mi domando quanti casi come Gruni ci siano ancora a Pistoia» dice Manetti. Persone che sono malate, ma che non hanno mai fatto visite specialistiche a Siena, e che quindi non sanno se la loro malattia sia causata dall'amianto. «È anche per questo - continua Manetti - che, insieme ad altri ex lavoratori Breda, abbiamo deciso di istituire a Pistoia la Commissione tecnica malattie professionali all'interno dell'Anmil».

Coordinata dallo stesso Manetti, la commissione è costituita da Floriano Frosetti, Marco Grassini, Giuseppe Fanciullo, Lido Berti e Paolo Zara. Lo scopo è istituire a Pistoia un osservatorio sull'amianto, in grado di coinvolgere i soggetti istituzionali, per garantire la sorveglianza sanitaria gratuita per gli ex esposti. E per sollecitare l'Inail sull'aggiornamento delle tabelle riguardanti le malattie professionali correlate all'amianto. «Attualmente - ricorda Frosetti - le patologie ufficialmente riconosciute dall'Inail sono il mesotelioma, il tumore polmonare, l'asbestosi e le placche pleuriche. Mentre il tumore alla laringe, quello alle ovaie e quello all'intestino sono riconosciuti come correlati all'amianto, ma non ancora inseriti nelle tabelle Inail».

Il Piano nazionale amianto non è ancora stato approvato in Conferenza Stato-Regioni, a causa del parere negativo espresso dal Ministero dell'economia, nel gennaio scorso, per mancanza di fondi sufficienti. «Bisognerà attendere settembre - spiega Manetti - dopo che il nuovo consiglio regionale toscano si sarà insediato e potrà ripartire il dialogo con il parlamento».