Esposto in procura: emergenza mal gestita

La scuola materna di Stazione con il tetto scoperchiato dopo la tempesta di vento

Comune sotto accusa, soprattutto per la gestione della situazione dopo lo scoperchiamento dei tetti in eternit delle scuole

MONTALE. A poco più di tre mesi dal forte vento del 5 marzo, nuove beghe si abbattono sull’amministrazione comunale. Il 29 maggio un gruppo di cittadini ha presentato un esposto in procura, denunciando la gestione dell’emergenza da parte dell’autorità preposta e chiedendo di verificare la sussistenza di una qualche responsabilità penale.

A darne la notizia, la consigliera di minoranza Gianna Risaliti. A preoccupare il gruppo di cittadini, sarebbe soprattutto il modo con cui il Comune avrebbe affrontato il rischio amianto, da cui sono stati interessati il centro culturale “G. Nerucci” di Montale, le scuole di Stazione e l’ex area “Superal”. «Senza fornire alcuna informazione alla cittadinanza circa le necessarie procedure e cautele da porre in essere nel caso di specie, - si legge nell’esposto – il sindaco di Montale tramite i locali organi di stampa faceva sapere con propria dichiarazione pubblicata il giorno sabato 7 marzo 2015 che “la ripulitura dell’amianto è in corso… l’emergenza è finita” (all. n. 2). In realtà la “ripulitura dell’amianto” alla data del suddetto comunicato stampa non era affatto in corso, risultando molte zone interessate da tale problematica ancora lasciate senza alcun tipo di intervento”. Mossa dal timore che la frammentazione delle lastre di cemento amianto potessero avere gravi ripercussioni su tutti gli abitanti della frazione, una signora residente a Stazione chiamò, il 9 marzo, il Centro di documentazione sull’amianto “M. Vettori” per ricevere urgenti delucidazioni. Lo stesso giorno il sindaco emise un’ordinanza per la messa in sicurezza e lo smaltimento del materiale, la quale, secondo gli autori dell’esposto, non sarebbe stata applicata con somma urgenza, poiché “il giorno 11 marzo 2015 i frammenti di “eternit” erano ancora presenti nella zona retrostante la scuola materna, completamente “liberi” e quindi “spolveranti”, senza che gli organi preposti avessero minimamente provveduto a bonificare detta area”. Per il gruppo di cittadini, anche nel centro culturale “G. Nerucci” e le adiacenti scuole elementari del capoluogo il rischio sarebbe stato sottovalutato.