Amianto killer alla Breda, no all’archiviazione

Lo stabilimento Breda di via Ciliegiole

Due ex dirigenti indagati per la morte di un operaio pensionato: il gip, dopo aver chiesto ulteriori accertamenti, respinge per la terza volta la richiesta della procura

PISTOIA. È stato l’amianto ad ucciderlo. Una certezza incontestabile che quel mesotelioma che se l’era portato via in appena sei mesi fu causato delle micidiali fibre respirate nei capannoni Breda di via Ciliegiole, dove aveva lavorato per 34 anni. Ma su chi sia responsabile della morte di Amilcare Sacconi certezze invece non ce ne sono. Almeno dal punto di vista della legge, anche se sotto accusa per omicidio colposo ci sono ora due ex dirigenti dello stabilimento pistoiese, Corrado Fici e Roberto Cai.

Infatti la procura della Repubblica ha già chiesto per tre volte l’archiviazione del fascicolo aperto dopo il decesso del settantaduenne operaio pistoiese, avvenuto il 29 novembre 2010, e per tre volte il gip del tribunale ha respinto la richiesta. L’ultimo no del giudice delle indagini preliminari, il 6 maggio scorso. Il pm Luigi Boccia è convinto che, nonostante i nuovi accertamenti non sia possibile sostenere l’accusa di omicidio colposo in un processo, ma la gip Patrizia Martucci ha fissato un’udienza in camera di consiglio per ascoltare le ragioni di pubblica accusa, difensori e legali dei familiari della vittima.

Amilcare Sacconi, sposato e padre di due figli, Fabio e Fabiana, aveva lavorato alla Breda di Pistoia dal 1954 al 1988, cose saldatore e tubista in vari reparti, a diretto contatto con le fibre di amianto: reparto tubisti, capannone A, allestimento ferroviario, carpenteria, impianti ferroviari. Residente a Candeglia, in via Antonelli, con la moglie Amelia, nel maggio 2010 gli venne diagnosticato un mesotelioma che lo uccise nel giro di sei mesi.

Immediata in procura l’apertura di un fascicolo, contro ignoti, data la provata correlazione tra amianto e mesotelioma e i trascorsi lavorativi della vittima. Il 17 gennaio 2013, la richiesta di archiviazione da parte del pm: impossibile individuare i responsabili del reato perché, dato il grande lasso temporale dell’impiego dell’amianto in Breda (1963-1987), non si può accertare con precisione quando si sono verificate eventuali violazioni né ricondurre la causa della malattia ad un preciso periodo in cui erano già noti i rischi dell’amianto.

Fu il gip Roberto Tredici a respingere la richiesta di archiviazione il 3 aprile successivo, disponendo ulteriori indagini per arrivare all’identificazione dei dirigenti alla guida dello stabilimento negli anni in cui Sacconi vi aveva lavorato. E così erano stati iscritti nel registro degli indagati Corrado Fici, 80 anni, e Roberto Cai, 77, gli unici ancora in vita tra gli imputati del primo e unico processo per l'amianto killer alla Breda, quello che undici anni fa si concluse senza colpevoli per le morti di 17 operai uccisi negli anni da tumori polmonari (per questi fu escluso il nesso di causalità tra la malattia e l'esposizione all'amianto) o da mesoteliomi (non fu ritenuto certo tale nesso, che cioè l'amianto respirato in Breda fosse l'unica causa della malattia).

Una sentenza, quella del giugno 2004, poi sempre richiamata in tutte le successive richieste di archiviazione per le ulteriori morti da amianto di operai Breda.

Come nella seconda richiesta di archiviazione del caso Sacconi, presentata dal pm Boccia il 7 marzo 2014, e respinta dalla gip Patrizia Martucci (subentrata al collega Tredici, per incompatibilità di quest’ultimo a causa di un’amicizia personale con uno degli indagati) l’8 ottobre successivo, con la richiesta di ulteriori accertamenti, volti in particolare a stabilire se la vittima, dopo il 1978, potesse essere stato esposto ad altre lavorazioni con impiego di materiali o indumenti contenti amianto.

E ultimate le nuove indagini, il pm, il 19 marzo scorso, ha chiesto nuovamente l’archiviazione: non è possibile ricondurre con certezza l’insorgenza della malattia a comportamenti colposi dei due dirigenti indagati. E ancora una volta, il 6 maggio scorso, il gip ha respinto la richiesta fissando, per la decisione finale, l’udienza per il contraddittorio tra le parti, il prossimo 8 luglio.

A inizio maggio la gip Martucci aveva respinto un’altra richiesta di archiviazione3 ordinando al pm di procedere con nuove indagini e una nuova consulenza medico-legale sulla morte di un altro operaio Breda, Giorgio Mochi, ucciso il 14 febbraio di due anni fa, a 67 anni, dalle metastasi di un tumore all'esofago.