Rischio amianto, stop ai lavori per ampliare lo stabilimento AnsaldoBreda

Pistoia, durante gli scavi per la nuova sala prove, trovato materiale sospetto

PISTOIA. Sospesi i lavori di scavo nel cantiere aperto all'interno dello stabilimento AnsaldoBreda per la realizzazione della nuova sala prove. Durante gli scavi, nei giorni scorsi, sono infatti venuti alla luce alcuni frammenti di materiale molto simile al cemento-amianto. L'allarme è scattato quando alcuni lavoratori hanno notato il materiale ed hanno subito avvertito i responsabili della sicurezza (Rls) i quali a loro volta hanno coinvolto l'azienda e l'Asl. Il materiale è stato spedito ad un laboratorio esterno per farli analizzare e i risultati dovrebbero arrivare entro una decina di giorni.

I frammenti sospetti sono due, trovati ad una profondita di poco superiore al metro, nello spazio tra la palazzina uffici e un capannone officina. Non quindi, nella zona tra lo stabilimento e la superstrada, dove si concentrano i sospetti della presenza (mai però verificata) di una discarica di amianto proveniente dalla scoibentazione del tetto dello stabilimento. Tra l'altro il terreno dove ora è stato aperto il cantiere era stato oggetto di carotaggi di controllo, che non avevano dato esiti di nessun tipo.

Un documento firmato dalla Rsu di via Ciliegiole, insieme ai responsabili per la sicurezza (Rls), informa di aver richiesto ufficialmente la presenza di tecnici Asl. Al termine di una riunione tenuta giovedì 14, si è deciso di sospendere i lavori e di mettere in sicurezza il luogo del ritrovamento nel più breve tempo possibile. Inoltre "i piani e le procedure di sicurezza del cantiere dovranno essere aggiornati dalla ditta responsabile dei lavori per tener conto della possibile presenza di amianto". I piani in questione saranno sottoposti ai responsabili della sicurezza, in incontri a cui saranno presenti anche i tecnici Asl.

La nota si conclude ricordando che "se fosse confermata la presenza di amianto interrato all’interno di AnsaldoBreda, si tratterebbe dell’ulteriore conferma che i lavori di bonifica e smantellamento del tetto risalenti alla fine degli anni ’80 furono condotti in maniera non solo inappropriata, ma anche contraria alle norme di sicurezza richieste all’epoca".