Trovate sostanze cancerogene nell’acqua potabile

Agliana, arrivati i risultati delle analisi commissionate da cittadini e genitori sui campioni prelevati alla fontanella del Parco Pertini: niente amianto però spunta il Pcb

AGLIANA. Risultati delle analisi rassicuranti per quanto riguarda l’amianto, ma che hanno rivelato un'elevata concentrazione di policlorobifenili (Pcb), ovvero sostanze derivate da petrolio, catrame, vernici, sigillanti. È quanto emerge dalle analisi effettuate autonomamente da un gruppo di cittadini e genitori delle scuole aglianesi, che si sono rivolti ad un laboratorio specializzato che ha prelevato un campione di acqua da una fontanella del Parco Pertini, ad Agliana, la mattina del 24 febbraio scorso.

«La rilevazione nell’acqua di questo pericoloso elemento – chiarisce l'associazione Comitato Acqua bene comune Pistoia e Valdineivole in un comunicato – è associabile alla presenza dell’inceneritore. Secondo la scheda dell'Organizzazione mondiale della Sanità i valori riscontrati nel campione di Agliana sono estremamente preoccupanti».

Le analisi che sono state svolte con i fondi raccolti autonomamente dai promotori dell'iniziativa.

«I Pcb – spiega il Comitato Acqua bene comune – sono sostanze pericolose per la salute umana. L’evidenza clinica suggerisce un legame tra l’esposizione ai Pcb ed un aumento nel rischio di cancro del sistema digerente e del melanoma maligno. L’esposizione a Pcb è anche associata a deficit riproduttivi, ritardo nella crescita, ritardo nello sviluppo, effetti neurologici, alterazioni del sistema immunitario, aumento di probabilità di contrarre malattie, alterazioni nei linfociti circolanti, cloracne e alterazioni della pigmentazione della cute, alterazioni alle unghie e alle gengive. I Pcb una volta assunti rimangono nell’organismo e si accumulano nel fegato, nella pelle, nel cervello e nel grasso corporeo. I Pcb sono sostanze di sintesi create artificialmente dall’uomo. Sostanze giudicate talmente pericolose, sia per la salute dell’uomo che per l’ambiente, da proibirne la produzione fin dagli anni 80. Il controllo della loro presenza è tuttavia regolato a termine di legge solo nelle acque di scarico, in quanto non ne è ammissibile la presenza in nessuna quantità nell’acqua potabile. Quel che desta preoccupazione e’ averne trovato in quantità elevata proprio nell’acqua che noi e i nostri figli beviamo, ossia quella analizzata in questa occasione».

Per questo motivo il Comitato chiede al sindaco di Agliana di partecipare a una nuova assemblea pubblica, il 27 marzo ad Agliana. Il luogo dell'assemblea è ancora da definire. In quell'occasione, sottolinea il Comitato, il sindaco dovrà spiegare alla popolazione i motivi della sua indifferenza rispetto alla preoccupazione della gente e in che modo ha deciso di tutelare la salute pubblica, visto che questo rientra tra i suoi compiti.

«Abbiamo certamente diritto a un’acqua salubre, ma realmente salubre, con dati certi – conclude la nota del Comitato – e non con supposizioni di gente che ha a cuore esplicitamente il proprio interesse».