Corruzione, arrestato dai carabinieri ufficiale giudiziario del tribunale di Pistoia

La conferenza stampa dei carabinieri (foto Gori)

L'uomo, Raffaele Caccavella di 65 anni, avrebbe aiutato gli imprenditori alle prese con i fallimenti a mettere in salvo i loro beni  prima dell'esecuzione dei pignoramenti

PISTOIA. Arrestato un ufficiale giudiziario in servizio all’ufficio notificazioni esecuzioni e protesti del tribunale di Pistoia. L'uomo è  accusato di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, corruzione in atti giudiziari, abuso d’ufficio e falsità ideologica in atti contrari ai doveri d’ufficio.

Raffaele Caccavella di Pistoia, 65 anni, da oltre 30 in servizio al tribunale, è in sostanza accusato di aver favorito  imprese e artigiani del quarratino (la sua zona di competenza) alle prese con fallimenti. Le possibili strade seguite dall’accusato sarebbero state diverse secondo gli inquirenti. Dalla  supervalutazione dei beni da pignorare (un esempio tra i casi presi in esame:   una vettura dal valore di circa 5mila euro valutata da Caccavella 18mila); alla segnalazione  in anticipo delle mosse degli istituti di credito verso i debitori (in modo da permettere a questi ultimi di “mettere al riparo” beni e e conti),  fino al rallentamento delle operazioni di pignoramento,  per consentire di svuotare le imprese.


L’uomo è stato arrestato la mattina di giovedì 29 gennaio  e portato in carcere, per evitare l’inquinamento delle prove e la reiterazione del reato. E durante la perquisizione della sua abitazione in un cassetto è stato scoperto un sottofondo. Dentro una busta, al cui interno    erano contenuti 63mila euro in contanti,  ritenuti frutto dell’attività illecita dell’uomo.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Claudio Curreli, sono iniziate nel 2012, e, oltre all’arresto del 65enne, hanno portato anche alla denuncia di un imprenditore quarratino, specializzato nella produzione di semilavorati in legno per l’industria del mobile, per concorso formale - nella veste di corruttore - nel reato di corruzione in atti giudiziari.

Le indagini dei carabinieri, come spiegato in conferenza stampa dal maggiore Lino Addis e dal capitano Giansaverio Alfieri, proseguono, e altre perquisizioni erano in corso anche nelle stesse ore dell'incontro con i giornalisti. Al momento sono tre i casi accertati, ma c’è la convinzione tra gli inquirenti che possano essere  molti di più. Per questo tutte le pratiche seguite da Caccavella saranno passate al setaccio, alla ricerca di eventuali incongruenze. Da qui l’invito a chiunque possa essere a conoscenza di eventuali irregolarità a segnalarle agli inquirenti.