L’amianto fa paura ma nessuno aggiorna la mappa degli edifici

Sono passati più di sette anni dall’ultimo censimento Arpat. A Pistoia erano stati individuati 10 siti. I ritardi della Regione

PISTOIA. Sono passati più di sette anni dall'ultimo tentativo, a Pistoia come nel resto della Toscana, di censire gli edifici pubblici o comunque aperti al pubblico, contenenti amianto. Un po’ poco, visto l’allarme che la presenza di amianto continua a provocare: dal caso del prefabbricato della scuola Cino da Pistoia a quello dell'enorme capannone dell'ex concessionaria Nissan in via Ciampi, in disfacimento da anni e dichiarato ufficialmente pericoloso per la salute dei cittadini dall'Asl.

Le ultime liste in Toscana, a cura dell'Arpat, risalgono infatti al 2007: stilate provincia per provincia rappresentano però un quadro parziale, perché basato sull'autodichiarazione delle amministrazioni pubbliche che hanno risposto alla domanda in meno del 30% dei casi (fonte Arpat). Il censimento sulla provincia di Pistoia contava 52 edifici pubblici o aperti al pubblico in cui era stata segnalata la presenza di amianto. In particolare, nel comune di Pistoia se ne contavano 10: dal prefabbricato della scuola Cino da Pistoia, alla copertura della tribuna dello stadio Melani, all'impianto sportivo di Valdibrana fino alla palazzina Coppedé e alla scuola Einaudi di via Pacinotti.

Ad oggi però non esiste un vero e proprio aggiornamento di questa, seppur parziale, lista. Alcuni edifici elencati sono stati bonificati, altri no. Per quanto riguarda i 10 immobili di Pistoia, solo tre di questi appartengono al Comune: la scuola Cino da Pistoia, lo stadio comunale Melani e l'impianto sportivo Turchi in via di Valdibrana. Il prefabbricato della scuola Cino da Pistoia che ha accolto generazioni e generazioni di alunni pistoiesi, e sul quale le amministrazioni sono intervenute negli anni con azioni di monitoraggio, è stato dismesso da quest'anno per ragioni di sicurezza sismica. Mentre le scuole Einaudi sono state completamente bonificate dalla presenza di amianto. La Provincia è intervenuta negli anni soprattutto sulle scuole di sua competenza, nessuna di queste aggiornate rientra nella lista arpat del 2007: all'istituto alberghiero Martini di Montecatini nel 2010/2011 è stata sostituita una tettoia e nel 2012 è stata completamente sostituita la copertura del locale adibito a sala audiovisivi. "Prossimamente - fa sapere la Provincia - è in programma la bonifica della copertura di un capannone, attualmente utilizzato come annesso agricolo per il ricovero di mezzi d'epoca, presso l'istituto Agrario Anzillotti di Pescia".

È stato stimato che la maggior parte degli edifici costruiti prima del '92 (anno della messa al bando della commercializzazione della sostanza) contengono parti in amianto. Per legge, non esiste l'obbligo di bonifica, esiste però l'obbligo per i proprietari, di monitorare lo stato dei propri manufatti contenenti asbesto. È importante ricordare che se un edificio contiene parti in amianto, non è pericoloso a prescindere. Lo può diventare (per lo chi frequenta quotidianamente o vive nelle immediate vicinanze) solo se la parte che contiene la sostanza si deteriora in maniera evidente, per l'usura del tempo, agenti atmosferici o per mano dell'uomo.

"I cittadini ci contattano spesso, e chiedono di conoscere lo stato soprattutto delle scuole - fanno sapere dal centro di documentazione Marco Vettori - molti richieste sono arrivate per la scuola Cino, da parte soprattutto di genitori, ne arrivarono molte anche per la scuola Anna Frank di Pistoia, accanto alla quale sorgeva un capannone con amianto che è stato prontamente bonificato".

I cittadini possono infatti segnalare la presenza di amianto in un edificio, per procedere alla verifica dello stato. Per adesso però, la parola amianto sembra rimanere ancora nascosta dietro una cortina di fumo: non esistono censimenti di edifici pubblici o aperti al pubblico contenenti amianto, e soprattutto non esistono censimenti di edifici privati. "L’amianto residuo non è una delle prime preoccupazioni – dicono al centro Marco Vettori – ma sarebbe utile anche per gli edifici pubblici o aperti al pubblico, un report stilato da tecnici competenti, per tutelare i cittadini, ma anche per evitare inutili allarmismi".

Nel settembre del 2013 è stata approvata all'unanimità in consiglio regionale la legge n 51 “Norme per la protezione e bonifica dell’ambiente dai pericoli derivanti dall’amianto e promozione del risparmio energetico, della bioedilizia e delle energie alternative" che prevede tra le altre cose, il censimento degli edifici. Una normativa però al momento ferma: "la legge prevede l'attuazione del piano regionale di tutela all'amianto - spiega Mauro Romanelli, consigliere in Regione di Sel - che avrebbe dovuto essere in vigore già nel marzo 2013. A ottobre scorso, ad una mia interrogazione su questa tematica, gli assessori regionali all'ambiente e alla salute risposero che il piano di tutela all'amianto sarebbe partito con la legge finanziaria".