La protesta delle pettorine blocca la partenza dell'abete per il Quirinale

La protesta delle pettorine ha bloccato la partenza dell'albero di Natale

"No servizi, no parti". E i manifestanti hanno impedito il transito al camion che doveva caricare l'albero

SAN MARCELLO. Un abete bianco di 14 meri sarebbe dovuto partire nel primo pomeriggio di giovedì 4 dalla Montagna pistoiese, destinazione Roma, consueto omaggio che da 11 anni la nostra provincia fa al Quirinale e, simbolicamente, a tutti gli italiani su iniziativa dell’Associazione internazionale produttori del verde Moreno Vannucci di concerto con la Provincia di Pistoia, subentrata alla Comunità montana. La partenza dell’albero, prelevato nei boschi del Butale (San Marcello), però è stata bloccata da una protesta organizzata dal movimento delle pettorine, l’associazione Zeno Colò, il Comitato disoccupati e indigenti e il Comitato recupero ammanco in Comunità montana.

I manifestanti, circa 35, fermi in mezzo alla strada, hanno impedito il transito al camion che avrebbe dovuto caricare l’albero nel deposito dell’area ex Sedi, a Campo Tizzoro, per portarlo fino a Pistoia ieri sera, prima di affrontare questa mattina il viaggio per Roma con arrivo previsto alle 11. “No servizi, no parti”, “niente ospedale, niente Natale” gli slogan sui cartelloni. “Basta venire in montagna solo a tagliare” con allusione ai servizi sanitari e non solo. “Questo dono fastoso – ha detto Laura Burattini delle pettorine -non rispecchia le condizioni della nostra montagna. Non ci muoviamo finché la presidente della Provincia non viene a parlare con noi”.

Sul posto è arrivato Francesco Benesperi, responsabile del settore Pafr della Provincia, che si è fatto intermediario di una telefonata con la presidente Federica Fratoni. Alle 19 l’albero era ancora in deposito. “Siamo indignati- ha detto Burattini – la presidente ha detto che se l’albero non arriverà, faremo fare brutta figura alla montagna. Ci interessano i servizi, non l’immagine”. I manifestanti hanno anche inviato una lettera al presidente della Repubblica per spiegare le ragioni della protesta e evidenziato l’assenza dei sindaci Braccesi, Marmo e le opposizioni di San Marcello che pur inviati non erano presenti. “Abbiamo chiesto alla presidente – spiega Bracali – di farsi portavoce nel discorso al Quirinale della situazione della nostra montagna. Ci ha risposto che riferirà a chi sarà presente, perché probabilmente non ci andrà”.