Via l’amianto o andremo in procura

Si ribellano gli abitanti di via Ciampi, stanchi di aspettare i lavori di risanamento delle coperture della ex concessionaria

PISTOIA. I residenti di via Ciampi, esasperati, sono arrivati al capolinea: «Chiediamo perché i lavori non sono ancora iniziati: se non avremo risposte in brevissimo tempo saremo costretti ad andare in procura. Non vogliamo più vivere con l’amianto accanto».

Parole dettate dalla disperazione per la vicenda che riguarda l’ex concessionaria Nissan di via Ciampi, di proprietà della ditta Edilcom s.r.l., con coperture contenenti amianto, chiusa oramai da una quindicina di anni e lasciata abbandonata a se stessa.

Dopo numerose sollecitazioni, il 22 ottobre scorso era arrivata una risposta dal Comune di Pistoia con la quale si diceva che i lavori di rimozione e bonifica del tetto in eternit sarebbero iniziati entro il 10 novembre ma, per adesso, non c’è stato alcun movimento. «Noi residenti di via Ciampi e dintorni abbiamo fatto un esposto al sindaco firmato da 160 persone, presentato il 13 settembre scorso –racconta Simonetta Corsini, una residente- Dato che l’azienda proprietaria della struttura è in liquidazione, con questo esposto chiedevamo che il Comune si facesse carico della bonifica, come previsto dalla legge.

L’amministrazione comunale ha inizialmente risposto che i lavori sarebbero iniziati il 4 ottobre, ma ciò non è accaduto. Così ci siamo mobilitati per avere risposte e per prendere visione delle analisi fatte dall’Asl a luglio, analisi che non ci sono mai state date».

Era stato proprio il parere dell’Azienda sanitaria pistoiese, resa nota il 9 luglio scorso, infatti, a spingere il Comune a prendere in mano la situazione, parere nel quale veniva evidenziata “la necessità di procedere per la tutela sanitaria della popolazione residente”.

Un giudizio che faceva seguito alla perizia di marzo scorso sullo stato delle coperture della struttura di via Ciampi che il Comune aveva obbligato l’Edilcom a svolgere e che aveva messo in luce le pessime condizioni del tetto e la necessità di rimuoverlo.

L’11 luglio, in seguito al parere dell’asl, il sindaco Samuele Bertinelli aveva poi emesso l’ordinanza per eseguire la bonifica a carico dell’Edilcom srl; e da lì tutte le vicende successive che a nulla hanno portato, almeno fino ad oggi.

«Ma dove sono questi lavori? Perché non vengono iniziati? » si chiede Silvia Cioni, altra residente. «Nella palazzina n. 30 di via Ciampi ci sono già stati vari morti: mio padre è morto di tumore ai polmoni, mia zia anche, mio zio ha un tumore ai polmoni; la signora che abita al piano di sotto ha un tumore. Sarà una coincidenza?».

«Sicuramente se l’amianto non ci fosse saremmo tutti più tranquilli –chiosa il responsabile provinciale di Legambiente Antonio Sessa, da sempre in prima linea nella battaglia per la rimozione dell’eternit - Questa struttura deve essere bonificata subito. Noi come associazione chiediamo inoltre un censimento su tutte le aree ricoperte da Eternit, che sono circa 500mila in Italia».

«L’esposizione all’amianto arriva fino a 300 metri dall’area in cui si trova, sempre che non ci sia vento –commenta Ilaria Melara, altra residente di via Ciampi- Io mi chiedo, siccome il sindaco ha dimostrato solidarietà alla vicenda Casale-Monferrato, perché non darla anche a noi?».

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