Addio a Pellegrino Bernardi partigiano della Brigata Pippo

CUTIGLIANO. Si è spento ieri all'alba Pellegrino Bernardi, uno degli ultimi partigiani protagonisti della Resistenza sulla Montagna pistoiese. Meglio conosciuto col nome di battaglia “Pirro”,...

CUTIGLIANO. Si è spento ieri all'alba Pellegrino Bernardi, uno degli ultimi partigiani protagonisti della Resistenza sulla Montagna pistoiese. Meglio conosciuto col nome di battaglia “Pirro”, Pellegrino nacque l’8 giugno 1923, il più giovane di 4 fratelli e 3 sorelle, nel comune di Cutigliano e attualmente risiedeva a Le Regine (Abetone).

I conoscenti facevano fatica a definirlo “anziano”: nonostante i quasi 91 anni, non aveva mai perso la lucidità mentale e lo spirito giovanile, nemmeno dopo l’amputazione chirurgica di una gamba circa un anno fa. Pellegrino aveva combattuto col Regio esercito in Jugoslavia e quando, durante l’occupazione tedesca, fu richiamato nell’esercito della Repubblica sociale nel 1943, decise di darsi alla macchia ed entrò a far parte della celebre “Brigata Pippo” guidata dal comandante Manrico Ducceschi. «Pellegrino era una persona dalla semplicità straordinaria - spiega Daniele Amicarella, giornalista e responsabile dell’associazione Linea Gotica per la Toscana– lo conobbi una ventina di anni fa per un mio lavoro di ricerca. Inizialmente era poco propenso a parlare con me e ricordo con simpatia i nostri incontri quasi clandestini assieme ad altri ex partigiani. È una persona che mi ha dato tanto e il suo racconto fu prezioso per le mie ricostruzioni storiche».

«Si era nascosto in una grotta sopra Pian di Novello – riprende Amicarella - una maestra del paese si offrì di fare la staffetta partigiana per portargli da mangiare. Un giorno Pellegrino si fece male ad un piede e la donna gli procurò del disinfettante, correndo un gran rischio. Fra loro nacque una storia di amore che si interruppe con la fine della guerra. Rimasto vedovo, Pellegrino ha riallacciato rapporti con questa signora, ora 94enne, che definiva in modo spiritoso “la mia fidanzata”. Pellegrino era un boscaiolo che si è trovato a vivere questa tragica pagina di storia, eppure la sua vita sarebbe degna di un film. «Il 17 novembre 1944 Pellegrino ed il suo inseparabile compagno Feo (Alfredo Bonacchi) rimasero accerchiati dai tedeschi alla Casa di Francia, sopra Pian degli Ontani – prosegue Amicarella –si rifugiarono in soffitta ed avevano solo 9 colpi nel fucile. Ma i tedeschi, vedendo che erano due ossi troppo duri, decisero di ritararsi».

«Mio nonno - ricorda il nipote Diego Mazzolini - era una persona di gran cuore, sempre disponibile ad aiutare la comunità». Pellegrino lascia i figli Franco e Franca e le loro famiglie. I funerali si svolgeranno oggi alle 15 nella chiesa di Pian degli Ontani.