Beppe Grillo a Pistoia apre il suo "Tsunami Tour" «Alle Finanze una donna che ha cresciuto tre figli»

Il discorso del leader del Movimento 5 Stelle in piazza Duomo. «Noi salviamo la democrazia dall'antipolitica»

PISTOIA. «Non ci hanno visto ancora arrabbiati sul serio». Beppe Grillo ha dato il via al suo "Tsunami Tour" da Pistoia e già dalle prime battute ha fatto intendere quali sarebbero stati i toni e i contenuti, di fronte a una piazza Duomo gremita di gente. Contro questi leader politici («non funzionano più. Invece di un leader prendevi un Gps...»), contro l'Imu («la prima casa è sacra»), contro Santoro («che è andato ospite in un programma di Berlusconi»), ma anche contro l'astensionismo («non fate i guardoni della politica, anch'io non votavo... noi non siamo né di destra né di sinistra, siamo oltre»). Ma prima chiarisce: «Io sono il garante e non il candidato premier», sottolinea nel giorno in cui ottiene una prima vittoria sul simbolo. Il logo "farlocco" del M5S è stato ricusato dal Viminale: ora solo i grillini potranno utilizzare il simbolo che hanno presentato alle scorse amministrative.

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«Noi - ha aggiunto - stiamo riempiendo un vuoto e se non lo riempiamo noi, ci sono quelli che prendono i bastoni. Noi salviamo la democrazia in questo Paese». «Se entreremo dentro il Parlamento - ha detto - il Parlamento non sarà più lo stesso: lo apriamo come una scatola di sardine, vi faremo vedere tutti gli inciuci e gli inciucetti, vi faremo vedere chi gestisce l'acqua, i rifiuti, le multiutility, dove vanno i soldi, dove vanno gli appalti, vi faremo vedere tutto. E allora rubare sarà difficile, perchè quando gli metti un riflettore lì il ladro diventa perbene».

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Spietato sulla classe politica, tutta da buttare. «Deve andare via dal Parlamento - ha detto - questa gente che non ha eletto nessuno. Io ministro delle Finanze voglio una signora che ha tirato su tre figli». «Voglio una signora - ha proseguito - che non ha fatto fallire la sua famiglia: queste persone sanno cos'è l'economia non i bocconiani». «Questo Paese è fallito, allora bisogna fare un sacrificio tutti insieme - ha detto Grillo - io vi propongo un sacrificio di cinque anni, il mio programma è questo, tutti insieme per cinque anni suderemo sangue, ma lo facciamo tutti insieme, e allora, invece di prendere i soldi dal basso cominciamo a prenderli dall'alto, iniziamo a prenderli dal Presidente della Repubblica, che costa 240 milioni di euro l'anno». Perché è dall'alto secondo il blogger genovese che bisogna partire a prendere i soldi: un discorso volto all'equità, insomma.

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«Vogliamo uno Stato che faccia lo Stato - ha aggiunto - che si riprenda le sue concessioni autostradali, invece di dare un miliardo e 300 milioni ai Benetton». «Io voglio le concessioni dell'Enel, voglio che l'energia sia in mano allo Stato, e lo Stato deve dipendere dai cittadini».