Permessi facili, pene ridotte

Il consigliere comunale Pietro Mazzotta. A destra, Roberto Pastorelli

Eviterà il carcere il consigliere comunale Mazzotta

PISTOIA.Condanne ridotte in appello nel processo per i permessi facili ai cinesi clandestini. Uno sconto di pena per tutti gli imputati, che consentirà al consigliere comunale Pietro Mazzotta di evitare il carcere una volta che la sentenza sarà passata in giudicato, così come all'ex volontario dell'Inas-Cisl Roberto Pastorelli, assolto dall'accusa di associazione per delinquere: in primo grado erano stati condannati, rispettivamente, a 5 e a 4 anni di reclusione.  I nove imputati erano accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, alla falsificazione di documenti, alla falsità in certificazioni e autorizzazioni, al favoreggiamento della permanenza illecita in Italia di cittadini cinesi.

Tutti reati commessi tra il gennaio 2007 e il giugno 2008.  Secondo la procura, l'associazione si occupava di istruire e seguire le pratiche per ottenere il rinnovo dei permessi di soggiorno dei cittadini cinesi o il ricongiungimento con i familiari, procurando loro tutto ciò che è previsto dalla legge: dalla residenza fittizia, al rapporto di lavoro subordinato inesistente, all'imprenditore compiacente fittiziamente disposto ad assumerli. Tutto a prezzi che arrivavano fino a 15.000 euro a "cliente". 

Lijuan Gu, 47 anni, cinese residente a Prato, nel frattempo deceduta, era ritenuta la promotrice e l'organizzatrice dell'associazione. In primo grado, nel febbraio 2010, fu condannata a 6 anni e 4 mesi.  Pietro Mazzotta, 64 anni, consigliere comunale a Pistoia (indipendente di sinistra), era accusato di avere il ruolo di trovare persone disponibili ad affittare fittiziamente ai cinesi le proprie abitazioni, nonché imprenditori disposti a dichiarare falsamente di voler assumere cinesi da far venire in Italia. Cinque anni la condanna in primo grado, ridotta in appello a 3 anni e 4 mesi. Difeso dall'avvocato Andrea Mitresi, Mazzotta si è visto ridimensionare dai giudici fiorentini il proprio ruolo nella vicenda: «Non promotore e organizzatore - spiega il suo legale - ma semplice partecipe dell'associazione. La Corte d'appello ha riconosciuto inoltre che il gup di Pistoia gli aveva applicato ingiustamente la recidiva, con conseguente aumento della pena».  Essendo rimasto sotto misuda cautelare (carcere e domiciliari) per quasi nove mesi, Mazzotta, anche in caso di condanna definitiva, potrà evitare il carcere grazie all'istituto dell'affidamento.  Lisetta Cobianchi, 56 anni, pistoiese, dipendente dell'Ufficio Anagrafe, era accusata, oltre della ricerca di proprietari di case e imprenditori compiacenti, anche del reato di rivelazione di segreto d'ufficio. Era stata condannata a 4 anni e 10 mesi, ridotti adesso a 3 anni e 4 mesi.

Roberto Pastorelli, 59 anni, pistoiese, era accusato di aver inserito, presso lo sportello del sindacato Cisl, per via telematica nel sito del Ministero dell'Interno, le richieste di ingresso in Italia avanzate per i cinesi per i quali era stata preparata tutta la necessaria falsa documentazione. Quattro anni in primo grado, 3 anni in appello.  «Il nostro assistito - spiegano i difensori Fausto Malucchi ed Elena Baldi - è stato assolto dalle accuse di associazione per delinquere e di falso. La Corte di appello ha riportato i fatti contestati in quella che è la loro reale gravità».  Vittorio Rotondo, 63 anni, pratese, pensionato, 4 anni e 8 mesi ridotti a 3 anni e 4 mesi.  Domenico Scarpino, 45 anni, di Prato, imprenditore, 4 anni e 8 mesi ridotti a 3 anni e 4 mesi.  Claudio Fiaschi, 43 anni, fiorentino, assicuratore, 4 anni, ridotti a 3.

Ilaria Rocca, 44 anni, pratese, ex impiegata di una assicurazione, 3 anni e 8 mesi ridotti a 3.  La posizione di una nona imputata, Chen Su Miao, 37 anni, cinese residente a Prato e impiegata alla Cisl di Firenze, è stata stralciata per un difetto di notifica. In primo grado era stata condannata a 3 anni.