Condannato ex assessore della Comunità

Ilio Giandonati ex assessore della Comunità montana

Otto mesi per truffa a Ilio Giandonati: intascava rimborsi chilometrici gonfiati

 PISTOIA. Condannato a 8 mesi di reclusione e 1.000 euro di multa l'ex assessore della Comunità montana Ilio Giandonati. Accusato di truffa, il giudice monocratico del tribunale di Pistoia, Rosa Selvarolo, lo ha ritenuto colpevole di aver intascato, negli anni dal 2002 al 2005, rimborsi chilometrici gonfiati rispetto agli spostamenti realmente effettuati nell'ambito del suo incarico.  Il giudice, che ha concesso all'imputato il beneficio della sospensione condizionale della pena, lo ha condannato anche al risarcimento dei danni patrimoniali a favore della Comunità montana, che si era costituita parte civile nel processo, stabilendo una provisionale di 4.500 euro in attesa che l'ammontare complessivo sia stabilito nel corso del giudizio civile.  Giandonati, 61 anni, residente a Montale, assessore della Comunità montana dal 2002 al 2008, è stato invece assolto perché il fatto non sussiste dall'altro capo di imputazione con cui era stato rinviato a giudizio. Si trattava sempre di un'accusa di truffa ma riguardava, invece dei chilometri "gonfiati", il fatto di aver dichiarato, in alcune richieste di rimborso, di aver utilizzato la propria auto anziché quella di servizio della Comunità montana (i giorni in questione erano 8, tutti nel 2005). Il giudice ha ritenuto che nel corso del dibattimaneto sia stata provata l'insussistenza di tale accusa.  Il pubblico ministero, Massimiliano Tesi, aveva chiesto la condanna, per entrambi i capi di imputazione, a un anno di reclusione.  L'avvocato di parte civile, Francesca Fagnoni, nelle sue conclusioni, aveva quantificato in 6.000 euro la cifra indebitamente percepita dall'ex assessore grazie ai chilometri in più segnati sulle richieste di rimborso.  Il consulente tecnico della difesa, nel corso del processo, aveva sostenuto che, secondo la perizia da lui eseguita, i chilometraggi indicati da Giandonati nei moduli di rimborso erano compatibili sia con le località di destinazione, sia con le ore a sua disposizione nell'arco della giornata lavorativa, sia con la velocità media che è possibile tenere sulle strade di montagna. Secondo la sua ricostruzione, nel periodo 2002-2005, l'ex assessore avrebbe addirittura percorso più chilometri di quelli per i quali aveva chiesto il rimborso: 171.992 a fronte di 171.320.  L'inchiesta della procura, condotta dalla sezione di pg dei carabinieri, allora diretta dal luogotenente Sandro Mancini, prese il via dagli articoli pubblicati dal nostro giornale nel gennaio 2006.  Nel corso della precedente udienza, il giudice Selvarolo, in seguito alla testimonianza del luogotenente Mancini, aveva disposto l'acquisizione agli atti del processo dei tabulati dei due telefoni cellulari in uso all'imputato relativamente al 2005. Il tutto per documentare dove fosse fisicamente l'ex assessore ora per ora, visto che, in base ai rimborsi richiesti, era emersa una fittissima serie di sopralluoghi e di viaggi per servizio in ogni giorno dell'anno, escluse solo le festività.  Venerdì pomeriggio, prima della discussione finale, il giudice ha comunicato alle parti che la compagnia telefonica non era in grado di produrre i tabulati che, di norma, vengono conservati per un periodo di soli 24 mesi.

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