Pistoia e provincia zona rossa da sabato 27 per una settimana

Troppo alto l'incremento dei casi di persone positive: la decisione durante un vertice dei sindaci con Asl Toscana Centro e il presidente della Regione Giani
Il commento del sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi: c'è bisogno di personale medico e di vaccinazioni di massa. E di ristori per le attività penalizzate

PISTOIA. Da sabato 27 febbraio la provincia di Pistoia sarà zona rossa. La decisione è emersa dalla riunione tra i sindaci della provincia, l'Asl Toscana Centro e il presidente della Regione Eugenio Giani, tenutasi in videoconfereneza dalle 17 alle 18,30. L' ordinanza sarà firmata dalla Regione ed è stata presa in relazione all'alta incidenza di  casi di positività in relazione alla popolazione: negli ultimi 14 giorni a Pistoia e provincia sono stati infatti contati 514 casi per 100.000 abitanti. In totale i casi negli ultimi sette giorni sono stati 896,con un aumento del 46,9 per cento rispetto ai sette giorni precedenti.

Con la zona rossa è prevista la didattica a distanza per scuole superiori, seconda e terza media. Materne, elementari e prima media restano in presenza. Chiuse alcune tipologie di negozi, mentre bar e ristoranti possono continuare a fornire consumazioni da asporto. Gli spostamenti sono limitati anche all’interno dei singoli comuni. Ci si può spostare solo per motivi di lavoro, necessità o salute.

Il primo sindaco a confermare la scelta della zona rossa è stato quello di Pistoia Alessandro Tomasi, attraverso la sua pagina Facebook. "Il dato provinciale è alto rispetto a quello della media regionale - commenta il sindaco -  Da qui l'estensione della zona rossa a livello di provincia. Sarà firmata un'ordinanza regionale con durata fino a domenica 7 marzo".

"Da ormai un anno - continua Tomasi - continuiamo a rispettare le regole. C'è chi preferisce puntare i riflettori su casi isolati di assembramenti e cattivi comportamenti. Io preferisco continuare a dire che c'è soprattutto una maggioranza che rispetta ogni regola, con enormi sacrifici, da un anno. Dobbiamo continuare a mettere in atto tutti i comportamenti utili per contrastare questo virus. Intanto continuano anche con i controlli che verranno intensificati nel fine settimana, come chiesto al  prefetto".
 
"Per tornare a vivere – intendo dal punto di vista della salute, dell’occupazione, dell’economia, della socialità - c’è bisogno di assunzioni di personale sanitario e dell'avvio delle vaccinazioni di massa. I posti letto ci sono nella nostra area di riferimento. Mancano però infermieri, anestesisti. Manca il personale. Questo è fondamentale per tornare anche ad avere una sanità in grado di prendersi in carico tutti i casi no Covid, rimasti indietro da ormai un anno".
 
Tomasi aggiunge di aver posto alla Regione un altro tema, che è quello dei ristori. "A questo punto il nostro territorio viene ulteriormente colpito. A queste misure restrittive devono corrispondere misure economiche adeguate".