Vlahovic, è alto tradimento: fuga alla Juve. A Firenze scoppia la rabbia dei tifosi mentre arriva il sostituto

Dusan Vlahovic: la Fiorentina ha accettato l'offerta della Juventus; l'attaccante viola si trasferirà in bianconero già nel gennaio 2022 (Foto Ansa)

Non c'è stata la protesta in piazza come ai tempi del passaggio di Roby Baggio dalla maglia viola a quella bianconera, ma la città è comunque stracolma di disappunto per l'ennesimo gioiello consegnato nelle mani degli acerrimi nemici della Vecchia Signora

FIRENZE. Il popolo viola non è sceso in piazza come ai tempi della cessione di Roberto Baggio alla Juventus, anche perché i tempi sono cambiati ed è cambiato (in peggio) il calcio, ma lo stato d’animo dei tifosi è pervaso di rabbia e delusione. Sia chiaro, il passaggio di Dusan Vlahovic in bianconero non è un fulmine a ciel sereno, però vedere il giocatore più forte della Fiorentina (proprio come due anni fa, nel 2020, con Federico Chiesa) trasferirsi nella squadra meno amata da queste parti provoca un moto di ribellione anche alla luce dei recenti e reiterati attacchi di Rocco Commisso alla Juve e ad Andrea Agnelli per la gestione del club e il caso plusvalenze.
E infatti pure il patron viola è finito martedì 25 gennaio nel mirino delle critiche, specie tramite i social e il profilo Instagram della stessa Fiorentina definita, da qualche tifoso, “società senza progetto”. Ovviamente il bersaglio principale della protesta è stato però Vlahovic, destinatario di diversi striscioni apparsi vicino allo stadio Franchi, alcuni contenenti anche toni minacciosi e contenuti razzisti (assolutamente da condannare, sia chiaro) . Non a caso la Digos si è messa subito al lavoro per risalire agli autori visionando le telecamere della zona e attivando con alcune pattuglie continui turni di sorveglianza nei pressi dell’abitazione del giocatore. Sotto osservazione anche il tenore dei commenti apparsi, come detto, sui social. L’unico striscione firmato, da parte dello storico club ’Vieusseux’, è apparso nel primo pomeriggio sempre a ridosso dello stadio con il messaggio: «Vlahovic mercenario moderno, di Firenze nemico eterno». Insomma, un addio burrascoso, uno strappo doloroso, che porterà senza dubbio nelle casse del club viola un bel gruzzolo (il ds Pradè è stato chiaro: «Non possiamo permetterci di perdere il ragazzo a parametro zero, chiediamo 70 milioni senza contropartite e pagamenti dilazionati») ma priverà la squadra dell’attaccante che con i suoi gol (20 fra Coppa Italia e campionato, dove guida la classifica marcatori) l’ha salvata la scorsa stagione e la stava tenendo in corsa per l’Europa adesso. Come verrà colmato questo vuoto?

Martedì 25 gennaio al centro sportivo dove i viola torneranno ad allenarsi mercoledì 26 dopo due giorni liberi e il consueto giro di tamponi (Torreira è risultato positivo: lo ha annunciato la nazionale uruguaiana) Italiano si è confrontato con Barone e Pradè raccogliendo applausi di incoraggiamento da alcuni tifosi. Perché sarà dura ripartire senza Vlahovic. Il nome di Arthur Cabral, brasiliano del Basilea, 23 anni, è ad ora il più gettonato per sostituirlo: la Fiorentina ha pronti 14 milioni più 2 di bonus e un contratto fino al 2026. Potrebbe annunciarlo nelle prossime ore in concomitanza con l’ufficializzazione dell’addio del serbo che arrivò con Corvino dal Partizan per 1,5 milioni. Una staffetta che non infiamma il popolo viola.