C’è un vaccino di nome Pisa: il Covid non ferma la capolista

Nonostante otto assenze sbanca Cosenza con i gol di Touré e Cohen. E oggi potrebbe arrivare il titolo d’inverno

Non più solo AstraZeneca, Pfizer o Moderna. C’è un nuovo vaccino in giro e si chiama Pisa. Già perché neanche il Covid riesce e fermare la marcia dei nerazzurri. Il gruppo ha gli anticorpi e lo dimostra sbancando anche Cosenza, con pieno merito, e continuando la sua marcia di vertice e una sola curva dal giro di boa. Anzi, il titolo d’inverno, platonico ma significativo, in realtà potrebbe già materializzarsi oggi se la prima inseguitrice, il Brescia, non batterà il Cittadella al Rigamonti. Il Green pass per entrare nella terra dei sogni, insomma, potrebbe essere in arrivo.

Degli altri, poi, chi se ne frega. Almeno oggi. Perché quel che conta è la risposta, l’ennesima, che il Pisa spedisce alle concorrenti. E che risposta. Certo, il Cosenza non è esattamente il Real Madrid o il Bayern Monaco, aveva pure assenze pesanti, ma affrontarlo in un momento così (coi calabresi affamati di punti) e dopo una settimana così (segnata dal focolaio che si è acceso a partire da martedì sera) non era la cosa più facile del mondo. Alla fine, tra Covid e acciacchi vari, i nerazzurri contano infatti ben otto indisponibili (Birindelli, Marin, Gucher, Marsura, Mastinu, Lucca e Dekic). I casi accertati di contagio sono quattro, un quinto sarà verosimilmente certificato oggi e, come si evince dall’elenco di chi non c’è, non sono assenze banali. Ma il Pisa conferma di essere squadra, maledettamente squadra, e di avere un timoniere speciale come Luca D’Angelo.


Che non si perde d’animo e trae il massimo da quello che ha (ed è un grande merito). Lo disegnando i suoi con il 4-3-2-1 e scegliendo, come al solito, di giocarsela con pressing alto, ripartenze, uso e abuso delle corsie laterali con gli strappi di Touré e Baruatto. In mezzo all’attacco, poi, c’è un ragazzino di 37 anni che si chiama Masucci. E con lui tutto è possibile. Così una gara sulla carta insidiosa inizia con un pericolo scampato (tiro di Millico che prima Leverbe e poi il rientrante Nicolas deviano sul palo al 4’) ma rientra sui binari giusti poco dopo. Al 9’. Quando, cioè, proprio Leverbe manda in tilt la difesa di casa con un cross (a vuoto Corsi), Masucci s’avventa sulla palla lisciata e impegna Matosevic: la palla sta rotolando in rete, dopo l’intervento del portiere, ma Touré mette tutti d’accordo spingendola dentro da zero centimetri. Il Pisa è avanti, insomma, e sul vantaggio costruisce l’ennesima prova maiuscola della sua maiuscola stagione. Al di là di qualche uno contro uno di Millico du Hermannsson, infatti, il Cosenza ha poco da offrire. Merito dei nerazzurri, però, che ci mettono il solito, encomiabile, spirito di gruppo. Tutti lottano, tutti corrono, tutti pressano e tutti sono pronti a ribaltare il gioco. Non a caso sono più numerose e più nitide le occasioni per il raddoppio che quelle per il pari (Nicolas rientra in scena al 41’ con respinta su Millico prima e anticipo in uscita su Rigione poi).

La ripresa si apre con Di Quinzio che s’arrende a noie muscolari. Entra Siega, a più di 7 mesi dal grave infortunio patito nel match col Venezia. E il modo in cui rientra, a fare legna in mezzo, è un’altra foto di questo Pisa. Che decide di chiuderla e la chiude presto. Al 6’, quando Beruatto crossa per Masucci che, dopo il controllo, viene travolto da Carraro. L’arbitro Chiffi (ottimo) ci pensa un secondo ma assegna il giusto penalty che Cohen (più dentro il match del solito) trasforma (con piccolo brivido) al 7’. Manca una vita, alla fine, ma è chiaro che la storia del match è già scritta. Il valzer delle sostituzioni non la cambia e solo nel finale Gori va vicino (un paio di volte) al gol.

Troppo poco per fermare il Pisa. D’altra parte non ci riesce neanche il Covid. Come invece accade al Monza che, con 5 positivi, si è visto rinviare la partita di oggi a Benevento per l’intervento dell’Ats Brianza (l’equivalente dell’Asl) che ha vietato ai biancorossi di partire.

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