Pisa d’oro come la sua maglia Brescia battuto e sorpassato

Superba prestazione al Rigamonti: la decide Sibilli con uno splendido gol ma è tutta la squadra a convincere in pieno

David Biuzzi

Straordinario, superbo, superlativo. O, forse, più semplicemente primo della classe. Vabbè, scegliete pure l’aggettivo preferito, esagerate anche. Quel che conta è che, sia quella sia, è relativo al Pisa. A un grande Pisa, che sbanca Brescia e si riprende la vetta della classifica. Basterebbe questo per gioire e anche tanto. Ma non c’è solo questo.


Già, perché è il modo in cui questo pesantissimo successo arriva che rende tutto ancora più bello. Per farla breve, infatti, il Pisa fa tutto di più e tutto meglio rispetto all’ormai ex capolista. Comincia dall’inizio, esagera addirittura nella ripresa quando finisce per dominare (ma dominare davvero) larghi tratti del match. Alla fine, dunque, il successo di misura è persino stretto per quanto visto sul terreno del Rigamonti. Sul sacco di Brescia, così, resta la firma di Sibilli, che decidere la sfida al vertice con una rete bellissima (tanto per non farsi mancare niente) ma è tutta l’armata nerazzurra a conquistarselo con merito, prendendosi centimetro dopo centimetro di campo, dimostrando di essere un gruppo d’oro, proprio come la maglia che indossa per l’occasione.

L’abito che Luca D’Angelo, il direttore d’orchestra di questa orchestra da applausi, sceglie in avvio è, invece, il 4-3-1-2. Un ritorno al passato, dopo l’acuto col Benevento, che sorprende Inzaghi. Superpippo, infatti, abbandona il 4-3-2-1 delle ultime (ottime) apparizioni dei suoi per un inedito 3-5-2. Evidentemente vuole giocarsela a specchio, ma dall’altra parte trova un’immagine diversa, Come spesso accade, poi, a fare la differenza è più l’interpretazione dello sparito che le note stese su un foglio di carta. E, infatti, i nerazzurri in versione gold (in tutti i sensi) piacciono già dall’inizio. È sempre corto e compatto, il Pisa, che attacchi o che difenda lo fa con un blocco unico (e unito) spalmato su 25, massimo 30 metri di campo. In più Gucher e soci ci mettono una personalità che davvero merita la vetta della classifica. Fanno la partita, dall’inizio, e in pochi minuti prende corpo, sostanza e consistenza la sensazione che ne abbiano di più. Nella testa, nel cuore e nelle gambe. Col passare dei minuti, in realtà, gli indizi sono così tanti da diventare una certezza, Come i tentativi dell’ultimo spicchio del primo tempo (Marin che impegna Joronen al 34’, Lucca, Mastinu e Gucher non lontani dal bersaglio grosso tra il 41’ e il 45’) dimostrano.

Ma è l’avvio di ripresa a spazzare via ogni dubbio. Così come il Pisa spazza via quel che resta della resistenza del Brescia. Le Rondinelle e il loro super attacco non si vedono mai (tante buone uscite ma anche zero parate alla fine per il sempre vigile Nicolas) e la supremazia nerazzurra diventa praticamente dominio. Ci vanno ancora vicini Lucca, Mastinu e Cohen. Poi l’israeliano (positivo) mette dentro la punizione che Caracciolo stampa sul palo (a portiere ampiamente battuto) e al 22’ lascia il posto a Sibilli e l’uomo dal gol più veloce (Spal e Monza ne sanno qualcosa) in una manciata di secondi (più o meno 180) lascia il segno. Riceve palla sulla sinistra, si accentra sfruttando lo spazio che gli viene concesse (grave errore) e impallina Joronen con un destro terrificante (per potenza e precisione). Inzaghi corre ai ripari, coi cambi, passando al 4-2-3-1, ma a non cambiare è il Pisa, che continua a fare tutto maledettamente bene. Al 38’ si prenderebbe pure un rigore che l’arbitro Sozza prima assegna (contatto Cistana-Lucca) poi toglie dopo un consulto al Var e la visione del replay. Così si allungano i tempi (alla fine saranno 7 i minuti di recupero) e la vocazione offensiva dei padroni di casa (alla fine sono tutti avanti). D’Angelo replica passando, ora sì, al 5-3-2 col secondo giro di sostituzioni e alla fine la festa è del Pisa e dei suoi circa 800 tifosi al seguito. Giusto così. L’hanno voluta, questa partita, se la sono presa. E il sorpasso è servito.

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