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Ventura fa le carte al Pisa: la partenza sprint, D'Angelo, Lucca e le sue favorite alla Serie A

E il mister anticipa la super-sfida di Parma: «Più che il risultato conterà la prestazione». Sua l'ultima grande partenza dei neroazzurri in serie B

PISA. L'ultima grande partenza del Pisa in Serie B porta la sua firma dalla panchina. Giampiero Ventura, inrealtà, non riuscì a fare cinque vittorie iniziali come il Pisa di Luca D'Angelo ma ne vinse comunque sei di fila dalla 5ª alla 10ª giornata portando il Pisa davanti a tutti.

Ora l'ex ct della Nazionale dice la sua sul bel momento dei nerazzurri e sulla partitissima di oggi. Con qualche rimpianto per non essersi giocato i playoff al completo 13 anni fa. «Credo che quella del Tardini – sottolinea il tecnico – sia una partita in cui ci sia la possibilità di avere delle risposte. Il Pisa incontra la squadra con l'organico più forte del campionato. È vero che i gialloblù vengono da due sconfitte di fila, ma hanno le credenziali per riprendersi in fretta. È una partita che può dare un segnale forte sul futuro del Pisa. Se i nerazzurri, al di là del risultato finale, giocheranno una partita di alto livello e si dimostreranno all'altezza del Parma è evidente che tutti dovranno fare i conti con la squadra di D'Angelo».


Si aspettava una partenza così bella da parte del Pisa?

«Era difficile immaginarlo così scoppiettante. Merito di D'Angelo e della società che stanno facendo un lavoro eccellente. Una squadra che non è frutto del caso ma figlia della programmazione. Si vede che c'è un progetto ambizioso che punta anche sul lancio di giovani interessanti. La strada è lunga e difficile. Al momento opportuno bisognerà saper gestire i momenti di difficoltà e di calo fisico che sicuramente non mancheranno».

Come giudica l'operato di Luca D'Angelo?

«Gli allenatori non devono essere giudicati solo dai risultati ma dal lavoro e dal gioco che cercano di proporre. D'Angelo si sta rivelando un ottimo allenatore. Credo che possa essere l'anno della sua consacrazione. Ha tutte le carte in regola per giocarsi le chance di allenare in serie A. Gli auguro di farlo con il Pisa».

Lorenzo Lucca può ambire a giocare ad alti livelli?

«Quando giocava nelle giovanili del Torino non lo conoscevo benissimo ma ricordo che si parlava di un ragazzo con buone possibilità. Il Torino voleva tenerlo ma lui decise di fare un altro percorso. Comunque ormai è il passato. Questa stagione potrebbe dare un impulso decisivo alla sua carriera. Credo non ci sia una piazza migliore di Pisa per giocarsi le proprie chance senza le pressioni di dover vincere a tutti i costi, come ad esempio ha il Monza. Quando hai un tecnico come D'Angelo che offre opportunità di crescere con calma ai giovani diventa più facile trovare quelli che hanno voglia di arrivare e tanta fame. E che fanno la differenza per la squadra come la sta facendo Lucca».

Quali sono le sue favorite alla promozione?

«Dirlo alla quinta di campionato è piuttosto difficile. In B la situazione inizia sempre a delinearsi intorno alla primavera. Parma, Monza, Crotone, Brescia e Benevento hanno organici importanti per la categoria, poi di solito c'è sempre una sorpresa. Mi auguro sia il Pisa».

Qualche rimpianto per non essere andati in A alla sua prima stagione a Pisa?

«Abbiamo giocato i playoff con il Lecce senza Cerci e D'Anna infortunati più Castillo che non stava bene. Non avevamo una rosa ampia da poterci permettere di perdere tanti titolari. Il rammarico è quello, però resta il ricordo di una stagione importante. Vincere le prime sei gare in trasferta credo che non la abbia mai fatto nessuno. Abbiamo lanciato tanti giocatori e giocavamo in uno stadio quasi sempre esaurito. L'affetto dei pisani è sempre stato straordinario».

Si aspettava un'accoglienza più calorosa quando è venuto all'Arena da avversario con la Salernitana?

«Conosco le dinamiche del calcio e non ci sono problemi. Sono sicuro che quando tornerò a vedere il Pisa troverò un sacco di amici».