RISPETTO E ATTENZIONE PER PRESENTE E FUTURO

Ma chi me lo ha fatto fare? Già, avrebbe tutto il diritto di pensarlo e forse lo ha pensato davvero Alexander Knaster che, dopo aver investito già la bellezza di 12 milioni nel Pisa, ha vissuto non uno ma due “prime volte” segnate non dalle prodezze o dagli sbagli dei suoi, ma dai torti arbitrali.

A Chiavari, al debutto assoluto, con le decisioni di Irrati a decidere i giochi; a Pasquetta, con Marinelli che prima è riuscito a non vedere (solo lui) il fallo di Maggio su Palombi e poi a punire col metro più severo il tocco (tutto da valutare) di Mazzitelli su Henderson. Knaster, in tribuna, non si è scomposto, mentre il popolo nerazzurro - che allo stadio non può esserci - si è fatto sentire attraverso i social. E lo ha fatto con uno slogan che ha un senso profondo: “Pisa vuole rispetto”. Già. Lo vuole e lo merita.


Come accennato lo merita Knaster, che si è imbarcato in un’avventura importante proponendo progetti (stadio, centro sportivo) che vanno ben al di là dell’andamento di una stagione. Significano “futuro”, quello del Pisa. Ma quel rispetto invocato vale e deve valere anche per il passato e per il presente. Per la gestione Corrado, per quello che stanno facendo la banda D’Angelo. Perché il finale di campionato, come al solito, corre sul sottile filo dell’equilibrio. I nerazzurri, che pochi mesi fa dai playoff sono rimasti fuori per pochi centimetri e un solo punto, sono di nuovo lì a giocarsela. Certo, è dura, ma sono a giocarsela. E dovrebbero essere loro a riuscirci o meno. Dando tutto, come al solito, e soprattutto senza ritrovarsi costretti a pagare i demeriti altrui. —

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