Dopo i danni per il Pisa c’è pure la beffa Il giudice stanga D’Angelo e il dg Corrado

Arrivano squalifica, inibizione e ammenda mentre il malcontento dei tifosi si riversa sulle pagine social di Lega e Aia

David Biuzzi

Andrea Chiavacci


PISA. Sono 278 giorni, oggi: 278 giorni senza che il Pisa possa contare un rigore concesso, a favore, all’Arena. L’ultimo, ricordo sbiadito, fu accordato dall’arbitro Antonio Di Martino di Giulianova, il 3 luglio scorso, al minuto numero 35 del match col Cittadella. Lo conquistò Masucci, lo trasformò Marconi. Poi il buio.

Le stangate

Niente più penalty a favore nel finale della scorsa stagione, nessuno in questa. Gli unici tre, di cui trasformati, sono arrivati tutti in trasferta. Eppure su quello di Pasquetta non ci sarebbero neanche troppi dubbi. Talmente evidente il fallo di Maggio su Palombi che per decretare rigore ed espulsione (del difensore giallorosso) neanche serviva l’appoto Var che in Serie B manca come il pane. Ma le decisioni di Livio Marinelli, il direttore gara di Tivoli, rischiano di pesare anche oltre il ko interno. Al danno infatti, si è aggiunta ora pure la beffa. Infatti il giudice sportivo della Lega B, Emilio Battaglia, ha usato il pugno di ferro nei confronti del Pisa. Per mister Luca D’Angelo due giornate di squalifica e duemila euro di ammenda dopo l'espulsione per proteste per il rigore negato. Nella motivazione si legge che la doppia squalifica (il primo dei due turni è figlio dell’ammonizione che ha preceduto il cartellino rosso: era in diffida) è stata comminata «Per aver rivolto agli ufficiali di gara un'espressione irriguardosa». Stangata anche per il direttore generale Giovanni Corrado, inibito da svolgere ogni attività in Figc, a ricoprire cariche federali e a rappresentare la società nell'ambito federale fino 20 aprile 2021. Per Corrado anche un'ammenda di 5.000 euro «Per avere, al termine del primo tempo, negli spogliatoi, con atteggiamento intimidatorio, rivolto all'arbitro, con tono alterato, una critica irrispettosa; e, al termine della gara, reiterando nella sua protesta, assunto un atteggiamento provocatorio».

I Troppi torti

Eppure, come accennato, il Pisa ha più di un motivo per lamentarsi. Troppi gli episodi a sfavore. Come la serataccia di Irrati a Chiavari. Ma mancano i due rigori negati a Soddimo al debutto a Reggio Emilia, il gol annullato a Masucci con la Cremonese, il rigore negato col Frosinone (mani di D'Elia), gli abbagli di Cremona (penalty negato a Marin e mancata espulsione di Carnesecchi), fino all'aggancio Scognamiglio-Marsura a Pescara

La voce dei tifosi

E anche il popolo nerazzurro, quei tifosi che non possono farsi sentire direttamente all’Arena o dovunque giochi il Pisa, si è scatenato sui social. In migliaia, cioè, si sono mobilitati per protestare pacificamente sulla pagina ufficiale della Lega B, su quelle del presidente Mauro Balata (che proprio a poche ora dal match era tornato sull’approdo della Var nel torneo cadetto: dovrebbe avvenire con il prossimo campionato) e sul sito dell'Aia. Molti commenti sono accompagnati dallo slogan " Pisa vuole rispetto, no al calcio pilotato" lanciato dal gruppo Facebook “Io sto con il Pisa”. Oltre agli episodi della sfida con il Lecce si evidenzia spesso come al Pisa in questo campionato siano stati concessi solo tre rigori a favore.

L’amara sorpresa

Pasquetta amara, insomma. Proprio come quella dei tifosi che nel tradizionale uovo di cioccolata, quello nerazzurro, hanno trovato sorprese legate all’Empoli. La società che le produce per i due club, la Masoni Pietro srl di Colle Val D'Elsa, avrebbe ammesso lo scambio di gadget, per quanto riguarda un limitato stock. La maggior parte dei tifosi pisani che hanno acquistato l'uovo, insomma, sembra abbiano trovato la sorpresa giusta: bandiere, matite, post-it e altri accessori nerazzurri. Ma ancora ieri qualcuno postava la foto delle cuffiette dell'Empoli trovate nell'uovo scegliendo, però, la strada dell’ironia di una storica rivalità: «Poteva andare peggio – il messaggio di commento all’immagine – potevo trovare quelle del Livorno...». —

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