La continuità tattica è tra i segreti di essere forti con le grandi

PISA. Il Pisa degli ultimi due mesi si conferma grande con le grandi. Gioco, determinazione e volontà sono stati gli ingredienti per chiudere imbattuti il trittico con Salernitana, Monza ed Empoli. Cinque punti, ma potevano essere anche di più, a fronte di cinque gol fatti e tre subiti in questo mini ciclo di ferro.

La squadra di D’Angelo esce sicuramente con maggiore autostima e la consapevolezza di giocarsela alla pari con tutti. Intanto il tecnico pescarese con l’Empoli ha trovato una continuità nella formazione iniziale inserendo solo De Vitis, ottimo schermo davanti alla difesa, e Beghetto rispetto all’undici che aveva vinto a Monza.


Una continuità anche tattica visto che nel 4-3-1-2 Gucher è stato schierato ancora come trequartista sfruttando al meglio le sue qualità tecniche con Siega che invece è stato l’uomo in più sulla mediana. Il numero 7 nerazzurro ha favorito anche le discese di Birindelli sulla destra come in occasione del gol del vantaggio. Le note positive sono sicuramente tante. Stavolta è mancato il gol degli attaccanti ma Marconi si è mosso bene, sfiorando più volte il gol, e Palombi dopo la doppietta del Brianteo si è fermato al quinto palo stagionale. Il dodicesimo della squadra nerazzurra.

Ma se la vittoria non è arrivata non è stata solo questione di sfortuna. Merito ovviamente dell’Empoli che si è confermata degna capolista del campionato ma non può essere un caso se per la nona volta il Pisa si è fatto rimontare in questa stagione dopo esser passato in vantaggio. Stavolta la rimonta non è arrivata per un calo fisico o mentale.

Un’occasionissima sciupata da Vido, subentrato a Palombi nel secondo tempo, ma anche una anche da Mastinu. Sul gol subìto il Pisa poteva fare qualcosa in più soprattutto perché sul cross di Parisi, che ha troppo spazio per salire, e Zurkowski veniva lasciato solo in area da Beghetto, più bravo ad attaccare che a difendere. La strada intrapresa dal Pisa è quella giusta ma per puntare alla parte alta della classifica certe distrazioni devono essere eliminate. –

Andrea Chiavacci

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