Il Pisa è con Gravina: si può giocare anche d’estate

Uefa, Federazione e dirigenti: rinviare la ripresa dei campionati non è un dramma. Nulla vieta di pensare concretamente a far slittare l’inizio della stagione 2020-21

PISA. Rivedremo presto - diciamo entro un mese e mezzo, due mesi - i nerazzurri all’Arena? Difficilmente la serie B italiana deciderà in totale autonomia come e quando tornare in campo. Sopra la B, di fatto, c’è la A dove piovono (e da dove sgocciolano) i contributi che reggono in piedi il sistema.

E sopra la A e agli altri campionati europei c’è l’Uefa. Il cui presidente Aleksander Ceferin ha detto a Repubblica: «Ci sono almeno tre opzioni: ricominciare a metà maggio, a giugno o alla fine di giugno. Se poi non dovessimo riuscirci, la stagione probabilmente sarebbe persa. C’è anche l’opzione di riprendere all’inizio della prossima, cominciando più tardi quella successiva. Vedremo la soluzione migliore per leghe e club».


Posizione non dissimile da quella di tutte le persone ragionevoli e degli addetti ai lavori più “illuminati”. La dirigenza del Pisa è stata chiara al riguardo: prima badiamo alla salute di tutti; una volta salvaguardata quella, cerchiamo di salvare la stagione ed evitare la catastrofe, che non è una retrocessione o una mancata promozione, bensì il collasso del sistema. La posizione del presidente Giuseppe Corrado è chiara: «Servirà buon senso e ritengo di essere in piena sintonia con il presidente della Figc Gravina che ha più volte detto di voler terminare i campionati. Penso che sia una soluzione fattibile, ovviamente con misure straordinarie magari passando l’estate in campo: il campionato finirà più tardi? Pazienza, vorrà dire che inizieremo in ritardo il prossimo ottimizzando gli spazi disponibili del calendario».

Sulla situazione del campionato, e in particolare sulle prospettive del Pisa, si è espresso anche il dg Giovanni Corrado intervistato da Gianluca Di Marzio sulla sua pagina Instagram: «C’è tanto da lavorare – dice – il lavoro è aumentato perché ci sono tanti problemi. La salute è al primo posto, però quando hai responsabilità non puoi dimenticarti di tutto il resto. Oggi è fondamentale organizzarsi per quando ripartiremo».

Il dirigente ha anche ricordato qual è il suo sogno per il Pisa: «Quasi scontato: la serie A. Il sogno è quello fin da quando siamo arrivati. Io sono malato di pizza, ne mangio 5 a settimana: se dovessi fare un fioretto, prometto di non mangiarla per 2 o 3 anni. A Pisa abbiamo costruito un bel gruppo di lavoro. Il mio rapporto con mister Luca D’Angelo va oltre il calcio: all’inizio fai fatica a conoscerlo, è una scoperta di Roberto Gemmi che me lo ha presentato. Spero arrivi presto in serie A, e spero lo faccia con noi. Siamo un gruppo bellissimo: i calciatori sia tecnicamente che umanamente farei fatica a sostituirli».