Petroni junior chiude al fondo arabo: "Non vendiamo il Pisa"

Il figlio del patron allo stadio: "La trattativa con Dubai è finita, proseguiamo noi". A pochi metri Al-Halabi ribadiva: "Siamo pronti a comprare". L'amarezza del sindaco: "Questo rifiuto è un grave errore e un gesto di arroganza". Vittoria amara per il Pisa: ko le "rondinelle" di Brocchi - L'ARTICOLO

EMPOLI. Lorenzo Petroni, figlio del patron del Pisa, chiude la porta alla trattativa con il fondo d'investimento Equitativa di Dubai: «Sono inadempienti per loro stessa ammissione sul versamento della caparra e la costituzione di un deposito vincolato. Non c'è ragione di proseguire a parlarci. Andiamo avanti noi».

«Adesso dobbiamo solo lavorare - ha aggiunto Petroni - per rendere più solida la società, fare al più presto i lavori allo stadio per cercare di tornare a giocare a casa nostra quanto prima. Non ha senso continuare a inseguire le chiacchiere».

Tra loro non si parlano. E quando parlano, dicono cose che procedono in direzione opposta. Non vuol proprio decolare la trattativa per la cessione del Pisa tra la famiglia Petroni e il fondo di Dubai amministrato da Abdul Wahab Al-Halabi e rappresentato da Pablo Dana, tutti e tre presenti a pochi metri di distanza sulle tribune del Castellani per Pisa-Brescia, unico segno di riconoscimento un gelido  gelifo. Gli arabi confermano l'intenzione di acquistare il club e accusano i Petroni. Lorenzo Petroni annuncia che si terrà il Pisa perché il fondo di Dubai è inadempiente.


Allo stadio 'Castellani' di Empoli (Firenze), dove il Pisa disputa le gare casalinghe per la temporanea indisponibilità del suo stadio, hanno assistito alla partita vinta dai nerazzurri contro il Brescia. Mentre Lorenzo Petroni chiudeva le porte alla trattativa col fondo arabo, Al-Halabi, accompagnato dal banchiere italo-svizzero, Pablo Dana, confermava "la piena disponibilità ad acquistare il Pisa nonostante le difficoltà che la trattativa sta incontrando". Il finanziere arabo, alla domanda se non fosse indispettito, dalla continua 'guerra' a colpi di comunicati stampa sugli sviluppi della stessa ha risposto: "Avrei preferito maggiore confidenzialità sul contenuto della nostra offerta e sugli aspetti finanziari, ma purtroppo non è stato così. Il nostro interesse per resta molto forte e vogliamo chiudere. Come ogni operazione finanziaria però è  necessario un approfondimento sui conti della società senza essere obbligati al versamento di acconti o caparra: confermiamo la disponibilità a liquidare per intero la proprietà all'esito della due diligence versando i 5,5 milioni di euro pattuiti per l'acquisto del 100% delle quote".

Ma Petroni la pensa in maniera molto diversa.

Molto amareggiato il sindaco Marco Filippeschi che in serata ha diffuso un suo commento molto duro. "Il rifiuto opposto da Petroni alla richiesta di un incontro con il vertice di Equitativa presente in città - scrive il sindaco - è un grave errore e un gesto di arroganza. E' anche un rifiuto rivolto a una mia esplicita e riservata richiesta. Ne prendo atto con grande dispiacere".  Filippeschi aggiunge che incontrerà Abdul wahab Al-Halabi e Pablo Dana, amministratore e rappresentante del fondo d'investimento interessato al club, "che gentilmente mi hanno chiesto di poter spiegare le loro ragioni e le loro proposte, e di poter rispondere alle mie richieste, da unici interessati all'acquisto di una società che fino a ieri era dichiarata in vendita". "Ma la mia aspettativa e quella di tantissimi pisani, di fronte alla persistente crisi della società - conclude il sindaco - era che finalmente si svolgesse un incontro diretto fra le parti, senza terze presenze, per una vera e conclusiva trattativa. Libera ognuna parte di rispondere secondo le proprie responsabilità. Spero in un ripensamento. Lo chiedo fino a che c'è tempo".