Il comitato dei tifosi del Pisa: ecco perché diciamo no all'Osservatorio

Una veduta aerea dell'Arena Garibaldi

"E' assurdo che anche un pluriomicida possa essere ammesso nel nostro trust ma uno sottoposto a Daspo no"

PISA. Il direttivo del comitato Vecchio Cuore Nerazzurro (Centro Coordinamento, Tifosi diversamente abili, Associazione Cento, i Gruppi organizzati della Curva Nord Maurizio Alberti) ha approvato all'unanimità un documento in cui dice no alla richiesta dell'Osservatorio del Viminale di escludere dal comitato i tifosi sottoposti a Daspo: "Nessuno - sostiene il direttivo - ci può dire chi fare entrare in casa nostra, o mettere fuori dalla porta!! Perfino a livello nazionale,ad esempio, nessuno ha imposto al Pdl l'espulsione di Berlusconi nonostante le svariate condanne penali... Per assurdo, un pluriomicida può  far parte del nostro Comitato ma un daspato, magari per aver suonato un tamburo, non ne può  far parte e va radiato… tutto ciò è grottesco e anticostituzionale! E a Pisa, dove nel passato recente sono stati daspati tifosi per avere portato un tamburo allo stadio, il calcio e la passione continua anche grazie a quei ragazzi, taluni dei quali oggi soggetti a daspo, che hanno sempre messo il Pisa al primo posto e che senza dei quali oggi il tifo e la passione a Pisa non sarebbe quello che tutti si conosce e ne andiamo fieri. E tutti noi siamo con loro".

Il Comitato Vecchio Cuore Nerazzurro, ricorda il direttivo, nasce nel 2009 quando con una campagna "Salviamo il Pisa" raccolse quanto necessario per cercare di salvare il Pisa Calcio dal fallimento, ciò purtroppo nonostante tutto l'impegno messo (e qualche milione di euro raccattato) non fu possibile grazie alla voragine finanziaria creata dalla gestione Covarelli/Pomponi.
Dopo il fallimento il comitato si formò ufficialmente e contribui alla rinascita dell'Ac Pisa 1909.

Oltre ad essere tra i soci fondatori della neonata società, il Comitato detiene dalla sua nascita l'1% delle quote dell'ac Pisa 1909,  con l''intento di vigilare e salvaguardare il Pisa "e, per quello che ci è possibile fare, cercare di non arrivare ad altri fallimenti e permettere cosi all'intera tifoseria di avere quote della propria squadra del cuore".


Da allora riunisce le svariate rappresentanze del tifo cittadino, senza distinzione, riunendo tutti quelli che amano il Pisa siano essi Tesserati, o non tesserati, sottoposti a Daspo o no, ultrà o normali tifosi.
A partire da agosto 2014 il Comitato lavora al progetto Supporters' trust per portare in trasferta tutta la parte non tesserata del tifo nerazzurro, "muovendosi su un piano istituzionale - ricorda il direttivo - con assoluta linearità e trasparenza, mettendo sin da subito tutte le carte in tavola alla presentazione degli incartamenti ad inizio Ottobre 2014. Il tutto per il bene della squadra amata e per la città".


Il Comitato ottiene l'approvazione del progetto Trust con la determina 46/2014 dell'Osservatorio, decisione che permette alla tifoseria del Pisa, prima in Italia, di accedere alle trasferte senza tessera del tifoso, e senza limitazione.

Ma qui cominciano i guai: "Quello che è è successo l'indomani dopo l'apertura e la vendita dei biglietti a tutti per Teramo Pisa, è sotto gli occhi di tutti. Posto che nessuno poteva toglierci quanto ottenuto, al fine di tutelare esigenze di unita'di apparato istituzionale, gli organi "competenti"hanno voluto lo scorso 8 Gennaio arrivare dapprima a fermare la vendita dei biglietti senza formale provvedimento, e ora sono arrivati ad interpretare una normativa, quella sul daspo e sulle altre preclusioni, nel senso di subordinare l'accesso al beneficio delle trasferte senza tessera alla previa epurazione dal comitato dei daspati, ed all'impegno di non ammettere soggetti con preclusioni. Ci hanno chiesto di cambiare lo statuto, radiare i daspati che dal 2009 sono soci fondatori del comitato, di scrivere nel nostro statuto che nessun daspato farà parte del nostro comitato, che saremo bravi e corretti ( per loro bravi vuol dire accettare a testa bassa qualunque grottesca decisione e dire sempre e solo sì…), vorrebbero un censimento, ogni persona che vuole farsi censire dovrebbe firmare e accettare uno statuto di comportamento..ecc ecc.. e poi (forse) solo a chi fa parte del censimento sarà ( forse) permesso di andare in trasferta. E scriviamo forse perché sembra palese che l'intento sia quello di trovare sempre un pretesto nuovo per non liberalizzare le trasferte e bloccare ogni nostra iniziativa".

Conclude il direttivo del comitato: "Sì è vero, ad ora manca l'ufficialità. Ma se si va in questa direzione, tutto questo per noi non ha senso ed e'una forzatura, visto che la libertà di associazione e di riunione sono diritti assoluti secondo la Costituzione, e chi è soggetto a Daspo è gia'sanzionato dal non poter seguire la squadra amata per il periodo, perché estrometterlo anche dal comitato? Tanto il biglietto non lo può acquistare e se entra in uno stadio c'è l'arresto immediato.Che senso ha tutto questo?"