Poliziotto pisano accusato di calunnia: chiesti 11 anni

il poliziotto pisano Mario Bo

L’ex dirigente della questura di Palermo a processo per aver “indottrinato” un falso pentito accusando persone innocenti dell’omicidio del giudice Borsellino

PISA. Una richiesta di condanna a 11 anni e 10 mesi per il poliziotto di Pisa Mario Bo, 62 anni, in pensione, imputato a Caltanissetta con l’accusa di calunnia aggravata in concorso per aver indottrinato il finto pentito Vincenzo Scarantino a dichiarare il falso sulla strage di via D’Amelio in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta.

Bo è a processo con due colleghi per i quali il pm ha invocato pene di 9 anni e mezzo.


I tre poliziotti, accusati di concorso in calunnia aggravata dall’avere favorito Cosa nostra, facevano parte del “Gruppo Falcone e Borsellino” guidato dall’allora dirigente della squadra mobile, Arnaldo La Barbera.

Con le sue dichiarazioni di Scarantino furono condannati all’ergastolo diversi innocenti.

Diplomato al liceo scientifico Dini, un’istituzione che forma la classe dirigente cittadina e non solo, il dottor Bo ha collezionato tra i primi incarichi anche la guida del commissariato di Volterra.

Rapida la carriera del poliziotto, che al tempo delle indagini sulle stragi di Falcone e Borsellino nel 1992 si ritrova a Palermo, in uno dei gangli vitali delle investigazioni per scoprire autori e mandanti di due simboli dell’attacco allo Stato da parte di Cosa Nostra.

Dopo anni a capo della squadra mobile di Trieste e all’anticrimine di Gorizia, Bo è andato in pensione dopo aver svolto come ultimo incarico il ruolo di delegato ai servizi all’estero per la cooperazione internazionale di polizia. Il lavoro lo ha portato lontano da Pisa dove è rimasta la famiglia di origine impegnata nel settore alberghiero.