Denunciata dal dirigente per un certificato d’infortunio sul lavoro

Per l’accusa l’impiegata avrebbe adoperato delle credenziali senza assenso. Il certificato all’Inail partì nella notte. La difesa: «La password era usata da tanti»

PISA. Una segnalazione partita dal computer dell’istituto comprensivo Toniolo di Pisa per un infortunio sul lavoro capitato alla responsabile amministrativa della scuola si è trasformata in un processo dove l’imputata è quest’ultima, accusata di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico e di falsità materiale commessa dal privato.

La segnalazione è partita dal dirigente scolastico Andrea Serani nei confronti di Emma Ferraro, la dipendente della segreteria originaria di Modena.


La condotta contestata alla donna è di avere inoltrato all’Inail la denuncia che la riguardava utilizzando, senza autorizzazione, le credenziali del preside. E di averlo fatto in un orario particolarmente bizzarro: secondo la ricostruzione la denuncia dell’infortunio sarebbe partita da un computer scolastico all’una di notte. Dunque ampiamente fuori dall’orario di lavoro.

La linea difensiva della donna, impostata dall’avvocato Alberto Fidani del foro di Modena, è che l’accesso al sistema con le credenziali del preside non era necessario, potendosi effettuare la stessa procedura tramite un allegato cartaceo che l’Inail stessa invia per posta certificata. Pare infatti che la segnalazione sia stata inviata ma non ricevuta dall’ente pubblico, circostanza che non sarebbe un caso circoscritto alla vicenda, secondo quanto ha raccontato in aula una collega dell’imputata. In secondo luogo, la donna ha confermato in effetti di essersi trattenuta fino a tardi in ufficio il giorno dell’invio della denuncia all’Inail. Non si sarebbe trattato di un caso eccezionale: «In quei giorni – ha spiegato al giudice Giulio Cesare Cipolletta – si doveva redigere il bilancio consultivo e capitava spesso di rimanere oltre l’orario di lavoro per fare degli straordinari». Anche questa circostanza è stata confermata dall’altra testimone sentita in aula ieri, vale a dire la collega della segreteria.

La difesa ha rimarcato a più riprese anche il fatto che le credenziali per accedere alla pec, pur se conservate all’interno di una cassaforte nell’aula del dirigente, erano a disposizione di diversi membri del personale, con l’assenso del preside.

Il pm ha sottolineato che niente dimostra che nel caso specifico l’accesso abusivo alle credenziali non sia avvenuto, al di là della disponibilità di molti ad accedervi. Non sarebbero insomma state date spiegazioni su come, la sera in questione, la pratica non autorizzata sia partita. La procura ha chiesto la condanna a sei mesi, la difesa l’assoluzione per non avere commesso il reato.

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