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Malata di tumore e con crisi epilettiche, a 3 mesi salvata dai medici di Pisa e Massa

L’ingresso di pediatria al Santa Chiara

La piccina, ucraina, è stata dimessa e dovrà seguire terapie e controlli. Il padre è rimasto in patria a combattere

PISA. Appena nata e con un destino già segnato. Una sorte infame da lasciare sgomenti aveva colpito una bimba ucraina colpendola con un tumore al cuore e seri problemi di epilessia.

La guerra scoppiata nel suo Paese ha trasformato lei e sua madre in profughe che hanno trovato tra Massa e Pisa due approdi per una salvezza non scontata se fossero rimaste in patria.


Una collaborazione virtuosa tra Ospedale pediatrico apuano di Massa e Azienda ospedaliera pisana con la neurologia pediatrica che ha preso in cura la piccola di appena 3 mesi. Ricoverata all’Opa per una settimana e per una ventina di giorni al Santa Chiara, piccina è stata dimessa. Con la mamma nei prossimi giorni andrà in Polonia per incontrare e salutare il papà al confine con l’Ucraina dove è rimasto a lottare contro l’invasore russo.

Operata per rimuovere un tumore al cuore a Massa e in cura a Pisa per l’epilessia, la bambina grazie alle cure della sanità toscana non solo si è salvata, ma ha una prospettiva di qualità della vita impensabile se fosse rimasta nel suo Paese.

Il dottor Alessandro Orsini, neurologo pediatrico, con la collega Alice Bonuccelli, ha seguito la piccina dall’arrivo alle dimissioni. E la rivedrà a breve per iniziare un ciclo di terapie per l’epilessia.

«La bambina era affetta da una rara malattia genetica la sclerosi tuberosa che è stata curata con successo dai medici dell’Opa di Massa – spiega il medico – . Aveva sviluppato dei tumori cardiaci -rabdomiomi – e, purtroppo, soffriva anche di un’encefalopatia epilettica con spasmi infantili. Dopo le cure tra Massa e Pisa, la bambina sta bene e potrà proseguire le cure a domicilio».

Nel soggiorno pisano della bambina c’è stato anche un aiuto pratico, di comunicazione, attraverso la presenza in organico al Santa Chiara di una dottoressa originaria dell’Ucraina che ha stabilito subito un contatto con la madre e la piccina.

Utile è stata anche l’attività dell’associazione regionale Sclerosi Tuberosa Onlus che ha permesso di unire bisogni e risposte di un caso clinico dall’epilogo impensabile considerate le premesse delle diagnosi.

«La patologia di cui ci siamo occupati noi è stata trattata con successo – riprende il dottor Orsini –. Inizieremo un trattamento specifico con l’Everiolimus che in Ucraina non sarebbe stato possibile».

Il tandem Aoup-Opa ha messo in evidenza la centralità delle eccellenze a livello di area vasta nord-ovest. Arrivata in una fase acuta della malattia, non solo la piccola ha visto regredire le patologie, ma i sanitari hanno potuto impostare le cure per tenere sotto controllo l’epilessia. Un sorriso alla fine di un calvario durato più di tre settimane.

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