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Pisa, bancarellai pronti alla battaglia legale. Ma ora spunta l’ipotesi alternativa

Fila di mutande al presidio dei bancarellai di martedì scorso davanti al Comune

Gli ambulanti: il riordino approvato è del tutto inaccettabile speriamo di riaprire il confronto con l’amministrazione

PISA. Pronti ad impugnare il piano del commercio, chiedendo di fatto una sospensiva del provvedimento varato martedì pomeriggio dal consiglio comunale. Il giorno dopo la grande protesta davanti al palazzo del Comune, gli operatori di piazza del Duomo hanno deciso di proseguire la loro battaglia a suon di carte bollate, proponendo inoltre un piano alternativo rispetto a quello votato in aula. L’obiettivo? Far tornare ad operare un maggior numero di bancarelle nelle strade adiacenti al Duomo.

La decisione è stata confermata da Gianmarco Boni, presidente del Consorzio Pisa dei Miracoli, che raccoglie gli operatori ambulanti che operano nell’area. «Stiamo valutando in queste ore – dice Boni – di rivolgerci ad un pool di legali che affiancherà il nostro storico avvocato per adire le vie legali contro l’amministrazione comunale sperando di bloccare un piano che riteniamo ingiusto ed inadeguato. Quanto approvato da Palazzo Gambacorti – prosegue Boni – è un riordino inaccettabile sotto ogni punto di vista e che non tiene minimamente conto delle problematiche di una categoria che ancora una volta viene mortificata. Parliamo in tutto di 300 famiglie, tra titolari di partita Iva e indotto, imprenditori che da tempo aspettavano delle risposte concrete e che invece ora sono costretti a lasciare piazza Manin ed a dover occupare postazioni decise dal Comune e fuori dai circuiti turistici e commerciali, altrimenti si parla di rottamazione delle licenze. Ma soprattutto ci sentiamo presi in giro da chi in passato si era impegnato a tutelare le nostre posizioni e che ora ha voltato la faccia da un’altra parte».


Anche a nome degli altri operatori, Bani non è disposto a mollare la partita ed in vista del ricorso al Tar, che potrebbe essere presentato già nel mese di febbraio, avanza al Comune una proposta alternativa. «La speranza – dice il commerciante – è che il nostro provvedimento possa essere accolto e tornare con la sospensiva del piano a sederci di nuovo intorno ad un tavolo con il Comune».

Gli ambulanti del Duomo di fatto non hanno mai digerito la sistemazione in piazza Manin, lavorando sotto dei tendoni di plastica sia in inverno che in estate, con le conseguenze che ne derivano. «Noi vogliamo una vera riqualificazione dell’area – spiega Boni – che però deve tenere conto anche della nostra presenza e su questo ci siamo impegnati già in passato, ma la nostra linea non è stata accolta minimamente dall’attuale amministrazione comunale. Noi siamo disposti a confrontarci ancora affinché una decina di postazioni possano rimanere in piazza Manin, completamente riqualificate, mentre il resto degli operatori potrebbero trovare la sua naturale collocazione nell’area del Duomo compresa tra via Roma, via Santa Maria e via Cardinale Maffi. Ricordo che in passato eravamo disposti anche ad accettare postazioni nell’area dell’ex ospedale Santa Chiara, attraverso un passaggio nelle mura, per non abbandonare la zona che riteniamo idonea per la tipologia di merce che vendiamo».

Invece sul fronte sindacale, ieri mattina, è andato a vuoto l’incontro al mercato di via Paparelli cercato da una delegazione di operatori del Duomo con Franco Palermo, presidente degli ambulanti Fiva aderente a Confcommercio. «Ci dispiace che ieri mattina Palermo non fosse presente al mercato con la sua attività – dice Boni –. Volevamo confrontarci di persona in merito ad un provvedimento che riguarda tutta la categoria del commercio ambulante, non solo la nostra, e fare il punto, lavorando magari su di una linea comune. Ci riproveremo nei prossimi giorni».

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