Contenuto riservato agli abbonati

Rabbia degli ambulanti del Duomo per il trasloco: insulti al sindaco fuori dal Comune

Cori e slogan contro l’amministrazione comunale, Simone Romoli, Gianmarco Boni, Andrea Maltagliati, Manuela Staderini e Lorenzo Pastechi

Pisa, gli operatori si sentono traditi e portano in piazza la delusione per anni di promesse non mantenute

PISA. Urla, fischi e cartelli in mano. È iniziata così, con la contestazione in strada del sindaco Michele Conti, la manifestazione di protesta andata in scena ieri pomeriggio davanti al Comune. Protagonisti un centinaio di operatori ambulanti del mercato storico di piazza del Duomo, coinvolti in prima persona nel nuovo piano del commercio, ieri in approvazione in consiglio comunale. Il primo cittadino, arrivato a piedi, intorno alle 14.30, si è trovato di fronte al presidio spontaneo in piazza XX Settembre: la miccia che ha acceso la contestazione che verbalmente, tra insulti, slogan e tanta rabbia ha accompagnato Conti fino all’entrata di Palazzo Gambacorti ed è proseguita poi sotto le finestre del Comune. L’inizio di un pomeriggio caldissimo, tra la voglia di non mollare, nonostante tutto, e il sentimento comune di essere stati traditi da chi invece avrebbe dovuto tutelare il loro lavoro.

Oltre ai bancarellai in piazza, ieri pomeriggio, sono scesi anche i gelatai ambulanti, coinvolti nelle nuove norme del commercio. Di fronte al portone del Comune, davanti ad un filo teso tra due pali di segnaletica stradale, con appesa biancheria intima da uomo e donna e un cartello con la scritta “siamo in mutande”, c’era anche la veterana di piazza del Duomo, Milla Bardelli, 80 anni, 63 anni passati dietro al suo banco di souvenir e borse all’ombra della Torre. Milla non ha voluto abbandonare i colleghi di tante battaglie e nonostante le sue ottanta primavere, e l’attività chiusa da luglio, ma non cessata, per colpa dei ladri che le hanno per un paio di volte sbagliato la bancarella, ha voluto far sentire la sua voce e urlare forte la sua contrarietà nei confronti di un piano definito “inaccettabile”. Milla è in pensione da tempo, ma continua a lavorare. «In quel banco c’è tutta la mia vita – dice – Avevo 22 anni, era il 1963 quando ho iniziato a lavorare. In questi anni ne ho viste tante: mi hanno tolto la mia postazione in piazza del Duomo, sono stata trasferita in piazza Manin e domani non so neanche dove sarò». Profondamente amareggiato è anche Andrea Maltagliati, gelataio ambulante. Andrea, 50 anni, gestisce l’attività di famiglia aperta nel 1958. «Questo piano ci danneggia – spiega Maltagliati – . Per quanto riguarda le nostre attività non potremo più operare tra via Roma, via Santa Maria e piazza Manin. Dal Comune si verranno fornite postazioni fisse in luoghi meno turistici e noi dovremo anche pagare un canone di affitto, ma allo stesso tempo mantenere anche i furgoni che utilizziamo tutt’ora, e sono costati parecchio, e hanno bisogno di una manutenzione perché non sempre opereremo con le postazioni fisse, una assurdità che non tiene minimamente conto delle nostre esigenze».

In piazza anche Manuela Staderini, 68 anni, una vita dedicata al commercio al Duomo. Tutto ebbe inizio con il padre Uberto nel 1948. «Sono qui – dice – perché mi sento tradita, presa in giro dopo tante promesse fatte in passato dagli attuali amministratori, e invece ci ritroviamo buttati fuori anche da piazza Manin e a dover ricominciare tutto daccapo». Amareggiato è anche Lorenzo Pastechi, 39 anni, titolare di una attività in piazza Arcivescovado, aperta dalla sua famiglia nel 1985. Anche lui a breve dovrà lasciare libera l’area. «Dopo tante riunioni che avevamo fatto ed incontri con il sindaco e l’amministrazione – afferma Pastechi – dove avevamo proposto delle alternative, nessuna presa in considerazione, ci ritroviamo così, con niente in mano e questo è inaccettabile». In piazza a protestare anche Gianmarco Boni, presidente del Consorzio Pisa dei Miracoli. «Siamo qui perché siamo stati presi in giro – denuncia Boni – le promesse elettorali erano totalmente diverse. Siamo stati traditi dall’assessore Pesciatini e da altri, la realtà è sotto gli occhi di tutti». Al fianco degli operatori Simone Romoli, presidente area pisana di Confesercenti Toscana Nord, che ha definito “peggiorativo” l’attuale piano del commercio.