Contenuto riservato agli abbonati

Pisa, morto dopo un pugno in strada: chiusa l’indagine per omicidio

Alberto Barsanti e il luogo in cui fu aggredito il pensionato poi morto dopo 17 giorni di agonia

La Procura contesta all’autrice dell’aggressione il reato preterintenzionale. Mai chiarita la ragione del cazzotto sferrato con violenza al pensionato

PISA. La Procura ha chiuso l’inchiesta sulla morte di un pensionato dopo 17 giorni di agonia per le lesioni provocate da un’aggressione ancora senza un perché.

Accusata di omicidio preterintenzionale, Simona Dumitru, romena, 33 anni, precedenti per rapina e una vita borderline, ha ricevuto l’avviso di chiusura delle indagini firmato dal sostituto procuratore Aldo Mantovani. È ancora in carcere dopo l’arresto da parte della polizia a poche ore dall’episodio avvenuto la mattina del 17 ottobre davanti alla filiale del Credito della Valdinievole in via Averani, angolo via di Pratale.


Alberto Barsanti, 79 anni, ex impiegato della Provincia, senza un motivo ancora svelato, venne colpito con un pugno da una passante che in bici scappò dopo aver steso l’anziano inconsapevole di essere diventato un bersaglio mentre passeggiava per andare all’edicola.

L’avviso di chiusura delle indagini è l’atto che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio. La donna, assistita dall’avvocato Roberto De Robertis, non ha mai spiegato la ragione di quel cazzotto dall’esito fatale.

Dopo aver salutato la moglie Floretta Serani, il 78enne era uscito dalla sua abitazione a Ghezzano per andare a piedi verso la pasticceria Jolly. Avrebbe proseguito il suo percorso all’edicola nel quartiere Don Bosco per l’acquisto del giornale. Propositi di una routine quotidiana interrotta da una donna che è entrata nella vita del pensionato e in un secondo l’ha cancellata.

Il magistrato Aldo Mantovani all’esito dell’autopsia ha definito il reato in contestazione in omicidio preterintenzionale. Non è escluso che la difesa chieda un giudizio con rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica.

Un pugno per un tentativo di rapina o per follia. Una mina vagante che poteva colpire chiunque e provocare lacrime e dolore. Qualunque sia il movente, l’epilogo resta straziante e con una sentenza che resterà sulla carta a livello di risarcimento danni.

Uno scarto del destino maledetto ha voluto che Barsanti cadesse con la testa su uno dei paletti di ferro che si trovano davanti alla filiale del Credito della Valdinievole in via Averani.

Un primato di sfortuna per l’ex impiegato della Provincia che fu ricoverato con gravissime lesioni alla testa. Un impatto devastante che gli procurò fratture alla mandibola e alle ossa nasali, lesioni alla base cranica e perdita di sangue da un orecchio.

La speranza di medici e familiari è andata avanti per 17 giorni. Il 3 novembre il decesso e l’aggressione a caso durante una passeggiata è diventata un omicidio preterintenzionale di cui ancora si ignora l’effetto scatenante.

© RIPRODUZIONE RISERVATA