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La situazione a Cisanello: «Due posti su 10 occupati da pazienti Covid»

L’infettivologo Falcone fa il punto sull'ospedale pisano: cresce il numero dei bambini in ospedale, i vaccini fondamentali

PISA. Cresce il numero di bambini ricoverati, diminuisce l’impatto della malattia sulla popolazione. Con i vaccini che giocano un ruolo fondamentale anche per la tenuta del sistema sanitario. «I vaccini sono stati un grande successo che ha permesso e consente di affrontare questa ondata della pandemia senza paralizzare il Paese: con il numero di infetti di oggi, lo scorso anno gli ospedali sarebbero esplosi. Occorre però cambiare passo: il Covid-19 diventerà probabilmente un fenomeno annuale e bisogna iniziare a pensare alla costituzione di reparti dedicati per la cura del virus».

È questa la lettura dell’attuale fase della pandemia da parte del professor Marco Falcone, responsabile dell’unità operativa di malattie infettive dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup), che ha fotografare l’andamento della pandemia da Covid-19 e l’impatto sulle strutture ospedaliere che la diffusione della variante Omicron ha provocato.


«Nelle prime ondate del virus abbiamo ragionato sempre in maniera emergenziale, con la revisione e la riorganizzazione dei reparti in attesa di un regresso dei contagi – sottolinea Falcone durante la seduta di ieri della seconda commissione consiliare –. Il virus ci ha insegnato che, dopo una diminuzione del numero delle persone colpite e di chi ha gravi conseguenze, poi c’è un’altra impennata di casi. Questo diventerà probabilmente un fenomeno annuale, con una diffusione che sarà alimentata soprattutto dalla stagione fredda. Almeno negli ospedali più grandi, sarà quindi necessario individuare ed allestire nuovi reparti, dedicati ai pazienti Covid. Dei veri e pronti centri di cura per perseguire e vincere quella che oggi è una sfida: non far impattare le cure ai pazienti Covid sulle altre attività ospedaliere».

Un traguardo, quest’ultimo, ancora lontano da raggiungere.

«I dati quotidiani ci dicono che gli infetti sono sempre tanti, ma soprattutto che il numero dei ricoverati continua a crescere – prosegue Falcone – : in Italia, tra il 20 e il 40% dei posti letto nelle strutture ospedaliere è occupato da pazienti Covid. A Pisa siamo intorno al 20% (a ieri erano 159 i ricoverati, ndr), un numero alto che causa la conversione di alcuni reparti specialisti in reparti Covid. La situazione è sotto controllo, ma c’è sempre una certa pressione. L’organizzazione ospedaliera quindi ne risente, soprattutto per la gestione di patologie non Covid – sottolinea l’infettivologo –. Assistiamo ad un aumento del numero di bambini e persone non vaccinate ricoverate. Ormai è chiaro: i non vaccinati hanno possibilità di finire in terapia intensiva venti volte più alte rispetto a chi si è sottoposto alla somministrazione di un vaccino. I numeri ci dicono però che la variante Omicron tende a stabilizzarsi. Una variante che nei soggetti con due o tre dosi di vaccino causa l’infezione, ma un’espressione della malattia molto ridotta rispetto alla variante Delta. I vaccini sono stati quindi un grande successo che ci permette di affrontare questa ondata senza paralizzare il Paese».

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