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Pisa, l’ospedale dei bambini diventa realtà: più spazi, tecnologie e sinergie con l’Aoup

Un rendering del nuovo ospedale

C’è l’ok a costruire, adesso il bando ed entro l’inizio del 2023 il via al cantiere da venticinque milioni di euro. I ettagli del progetto

PISA. L’ultimo passo burocratico è stato compiuto nei giorni scorsi. Il prossimo sarà l’affidamento dei lavori a cui, tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, seguirà la posa della prima pietra. Dopo 32 mesi di cantiere il nuovo “ospedale dei bambini” sarà in grado di accogliere i piccoli pazienti.

Il Comune ha rilasciato il permesso a costruire per il nuovo ospedale della Stella Maris che sorgerà nei terreni tra via Bargagna e via di Cisanello. «Un percorso lungo e complesso – spiega il sindaco Michele Conti –. Il nuovo ospedale sarà una struttura di eccellenza, realizzata con criteri innovativi, tecnologici e sostenibili, idonea ad ospitare un centro di cura e di ricerca diventato punto di riferimento internazionale per la neuropsichiatria e la psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza. La struttura rappresenterà un intervento innovativo e riqualificante per il quartiere e un’opera strategica per Pisa, per i bambini e le famiglie di tutta Italia che hanno bisogno di cure e sostegno».


Una struttura di 12mila metri quadrati dal costo stimato di 25 milioni di euro (di cui quattro per l’acquisto dell’area) . Al rilascio del permesso a costruire, seguirà una fase di rivalutazione dei costi (da adeguare soprattutto all’aumento delle materie prime) e quella della gara per l’assegnazione dei lavori. Entro l’anno potrebbe essere inaugurato il cantiere che resterà attivo per 32 mesi. Il nuovo presidio ospedaliero sarà circondato da un’area verde di due ettari attrezzata con aree ricreative e giardini sensoriali in continuità con il futuro Parco urbano di Cisanello, i cui lavori partiranno nelle prossime settimane.

«Nonostante un lungo iter, dovuto alla farraginosità delle procedure, ai due anni di Covid e alla complessità del progetto – sottolinea il presidente della Fondazione Stella Maris Giuliano Maffei – non abbiamo mai abbandonato questo folle sogno perché la nostra missione ed il nostro carisma ci impongono di andare avanti ad ogni costo per fare il bene e portare la speranza alle famiglie che vivono la fragilità neuropsichiatrica dei loro figli. Siamo nati per questo, per fare e per dare, in scienza e amore». «Un sogno che pian piano si realizza – evidenzia monsignor Andrea Migliavacca, vescovo di San Miniato –. L’autorizzazione per i lavori è un momento significativo per un progetto bello e importante per tutti i bambini che ne hanno bisogno». «In un tempo di crescenti difficoltà per bambini e ragazzi – aggiunge monsignor Giovanni Paolo Benotto, arcivescovo di Pisa –, il via alla costruzione rappresenta un segno estremamente significativo di attenzione a ciò che significa non solo “curare”, ma anche “prendersi a cuore” le fragilità dell’infanzia e della prima adolescenza».

La nuova struttura della Stella Maris sarà sostenibile e ipertecnologica. Costituita da quattro piani fuori terra, accoglierà 44 camere di degenza, 50 laboratori e 50 sale per l’osservazione terapeutica. Valore aggiunto sarà la vicinanza al policlinico di Cisanello e alle strutture dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup). «Una prossimità dall’indubbio valore aggiunto nell’ottica delle cure complessivamente intese – dice il direttore dell’Aoup Silvia Briani –. Se è vero che oggi tanta salute viene erogata anche a distanza con la telemedicina, nulla può sostituire il valore della vicinanza, di pazienti e professionisti». «È significativo che la nuova sede si venga a collocare vicino all’ospedale di Cisanello, ai dipartimenti universitari di Chimica e Biologia e all’area del Cnr – aggiunge Riccardo Zucchi, direttore della Scuola di Medicina dell’Università di Pisa –. Questa collocazione esprime anche il ruolo centrale che per la nostra città assume il sistema della conoscenza e della ricerca: un punto di forza unico nel contesto nazionale che deve essere valorizzato».

Con la realizzazione del nuovo ospedale, la “vecchia” casa di Calambrone della Stella Maris non sarà smobilitata. «Con il rilascio dei permessi a costruire chiudiamo un impegno durato oltre dieci anni – conclude Roberto Cutajar, direttore generale della Stella Maris –. Inizialmente pensavamo di dismettere la sede di Calambrone, ma abbiamo deciso di lasciarne attiva una parte per garantire la funzionalità di un così importante presidio».