Ex Gea, da polo universitario a supermercato con parcheggi al servizio dell’Arena

Approvato dalla giunta comunale il piano di recupero in via Emanuele Filiberto Duca d’Aosta

PISA. Da sede della società dei rifiuti a polo universitario. Ora diventerà un supermercato. Approvato dalla giunta comunale il piano di recupero dell’ex Gea in via Emanuele Filiberto Duca d’Aosta, tra via Veneto e via San Francesco. Tecnicamente, “Realizzazione di interventi di riqualificazione di edificio esistente a scopo commerciale e direzionale”.

L’area dell’ex Gea comprende un immobile composto da un piano seminterrato e due piani fuori terra, oltre ad una zona esterna destinata a parcheggio privato per una superficie di quasi 5mila mq dove sorge anche un capannone. L’edificio venne costruito nel 1962 da Saspi (Società azienda servizi pubblici italiani) con la funzione di “autorimesse per servizi di nettezza urbana, relativi uffici, servizi igienici e abitazioni”. Prima degli anni Ottanta avvenne il passaggio di proprietà tra Saspi e Comune di Pisa, e nel 1998 l’area passò a Gea (azienda e servizi per l’ambiente). Nel 2000 la società Gea lo vendette all’Università che trasformò la struttura nella sede del centro interdisciplinare di Scienze per la Pace. Dal 2015 la proprietà è passata al Gruppo Madonna (nell’ambito di un’operazione di permuta con parte dell’ex convento delle Benedettine ceduto all’Ateneo). Nel 2003 l’area venne occupata da Rebeldìa e negli anni successivi è stata a più ripresa occupata da collettivi studenteschi universitari, e non, per denunciarne lo stato di abbandono in cui la struttura è stata lasciata da quando l’Ateneo ha trasferito la sede del centro di Scienze per la Pace.


Il piano di recupero presentato dalla proprietà attraverso la società Cemes punta essenzialmente alla riqualificazione di un’area inutilizzata. Il piano di recupero prevede la valorizzazione delle mura, un’area a verde attrezzata e la possibilità di mettere a disposizione il parcheggio in occasione delle partite e degli eventi non sportivi che si svolgeranno nell’Arena rinnovata.

La proprietà aveva già annunciato l’intenzione di gestire direttamente questa nuova attività commerciale come avviene con il supermercato Conad all’interno di Eliopoli a Calambrone. A regime è stato stimato un impiego nella nuova struttura di vendita di 40-45 persone.

A seguito della pubblicazione sul Burt dell’avviso di adozione sono pervenute, nei 60 giorni successivi, undici osservazioni. Con una problematica su tutte, ovvero l’obiettivo della “riduzione del carico urbanistico” rispetto allo stato attuale dell’area.

Nelle relazioni dell’ufficio urbanistica del Comune, tra l’altro, si legge della «costruzione, a parità di superfici edificabile, di un nuovo volume affacciato sulla via Emanuele Filiberto con riduzione della superficie coperta rispetto agli edifici esistenti» e della «realizzazione di una nuova area pubblica in fregio alle mura, destinata a verde urbano attrezzata con nuove alberature, panchine, impianto di illuminazione e aree a prato, e di un percorso pedonale di collegamento tra la via Emanuele Filiberto e l’area pubblica lungo le mura», oltre alla «riqualificazione del capannone esistente attraverso la realizzazione di una media struttura di vendita composta dalla zona destinata a superficie di vendita di 789 mq, dagli uffici, dai magazzini, dagli spogliatoi per i dipendenti e dalla palazzina ad uso direzionale».

Inoltre il piano, anche in relazione agli obiettivi della “variante stadio”, comprende la cessione al Comune dell’area a verde pubblico lungo le mura per una superficie di 455 mq; della restante area a verde pubblico, per una superficie di 1.949 mq, lungo via delle Cascine per la realizzazione di un tratto di pista ciclopedonale (in stretta relazione al miglioramento dei percorsi ciclopedonali di collegamento con lo stadio). E poi la «monetizzazione delle aree a parcheggio, per una superficie di 779 mq» in funzione «delle necessità di riqualificazione di cui alla variante stadio». Più il percorso pedonale privato ad uso pubblico di collegamento tra via Emanuele Filiberto e il verde pubblico lungo le mura. «Possiamo affermare – concludono gli uffici dell’urbanistica – che il piano di recupero complessivamente riduce il carico urbanistico».