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Crolla il soffitto, bambina salva per miracolo. Paura a Pisa in zona Sant'Ermete

L’assegnatario dell’appartamento, Hossan Delwar, chiede ora l’immediato trasferimento in un alloggio sicuro

I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza l’abitazione. Il comitato locale: situazione insostenibile, subito soluzioni adeguate

PISA. Prima gli scricchiolii, poi il crollo. Con un’ampia porzione di intonaco e cemento caduta sul pavimento, a pochi centimetri da una bambina di otto anni. È stata lei, all’alba di giovedì 13 gennaio, a lanciare l’allarme in una casa popolare di via Bronzetti a Sant’Ermete, dove una famiglia di origine bengalese è stata svegliata dal distacco di una parte del tetto. «Mia figlia si è alzata per andare in bagno e dopo qualche secondo abbiamo sentito le urla di spavento», racconta Hossan Delwar, 40 anni, dallo scorso aprile assegnatario di quell’alloggio dove è stato trasferito dalla vecchia abitazione popolare dichiarata inagibile.

Immediato l’intervento dei vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza l’alloggio, che presenta numerose criticità, dai distacchi di intonaco alle infiltrazioni. Sul posto sono intervenuti anche i tecnici di Apes per le necessarie verifiche. «Ora ho paura per la mia famiglia e soprattutto per i miei bambini (oltre alla bambina di otto anni, anche un bimbo di tredici mesi, ndr). Non so cosa fare, ma soprattutto dove andare», aggiunge Delwar chiedendo l’immediato trasferimento in un alloggio sicuro.


«Solo la fortuna ha evitato che in quel momento non si trovasse nessuno sotto la parte crollata», accusa il Comitato di Sant’Ermete, che punta il dito contro il Comune e l’Apes. «Si tratta del settimo crollo che, in poco più di due anni, ha interessato i vecchi alloggi del quartiere e qui, ormai, i vigili del fuoco sono di casa – la denuncia del Comitato –. Queste case, costruite nel dopoguerra, attendono di essere abbattute e ricostruite. Da oltre un decennio gli abitanti di Sant’Ermete aspettano di entrare nei nuovi alloggi, mentre nei vecchi continuano i problemi di abitabilità con continui crolli ed infiltrazioni. Scopriamo invece che esiste un contenzioso con la ditta che sta realizzando una delle nuove palazzine e il completamento dei lavori slitta ancora a data da destinarsi. A fronte di ciò, Apes ha inviato delle lettere alle famiglie morose per chiedere il pagamento degli arretrati».

Il Comitato ha promosso un’assemblea di quartiere che ha deciso di inviare una lettera a prefettura, Comune e Apes. «È un ultimatum – spiega il Comitato –. Entro il prossimo consiglio comunale (18 gennaio) vogliamo risposte certe sulla ripartenza dei lavori per il completamento dei nuovi alloggi. In caso contrario promuoveremo una nuova mobilitazione di protesta, siamo pronti a ricorrere alla magistratura e ad ampliare lo sciopero degli affitti perché non sono più tollerabili i disagi che decine di famiglie sono costrette a vivere».

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