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Crollo del pannello in Fi-Pi-Li: ecco i nomi dei sei imputati. «Ignorata la manutenzione delle strutture»

Il pannello caduto in Fi-Pi-Li il 22 agosto 2018

A processo tre funzionari della Città Metropolitana, il presidente-amministratore delegato e due tecnici di Avr Spa

PISA. Tutti a giudizio i sei funzionari di Avr e Città Metropolitana accusati di crollo di costruzioni nella forma colposa per il pannello caduto in Fi-Pi-Li il 22 agosto 2018 al km 59, in direzione Firenze.

Lo ha deciso il gupGiuseppe Laghezza accogliendo la richiesta del pm Flavia Alemi. La buona notizia fu che nessuno si fece male in un incidente che vide un’auto fermarsi a pochi metri dal cartello finito sull’asfalto dopo essersi staccato dal montante. Un dramma sfiorato, ma concreto nelle sue potenzialità con l’immagine sbilenca del cartello sulla strada.


Erano i giorni del ponte Morandi con il suo carico di 43 morti. Uno choc nazionale nel quale si inserì l’episodio del pannello facendo riflettere anche in provincia sulle condizioni di sicurezza dei trasporti.

Senza lutti, ma con l’acquisita consapevolezza di una precarietà rimasta fino a quel momento silente su un tratto di strada negli anni diventato nevralgico nella viabilità toscana con i suoi evidenti limiti segnati anche dal tempo.

GLI IMPUTATI

A processo, davanti al giudice monocratico, sono finiti l’ingegner Carlo Ferrante, 59 anni, di Firenze, responsabile della direzione viabilità della Città Metropolitana; l’ingegner Michele Rosi, 49 anni, di Tavarnelle Val di Pesa, responsabile di posizione organizzativa di Global Service - rete viaria metropolitana; Maria Cecilia Tosi, 64 anni, di Calenzano, responsabile del dipartimento territoriale della Città Metropolitana di Firenze, competente in ordine alla manutenzione della superstrada; l’ingegner Claudio Nardecchia, 49 anni, di Roma, presidente e amministratore delegato della Rti avente come capogruppo la Avr Spa, affidataria del servizio di Global Service di gestione e manutenzione della Firenze-Pisa-Livorno, dal primo ottobre 2013; il geometra Lorenzo Porciani, 50 anni, di Firenze, direttore tecnico area Toscana - Gestioni e manutenzioni stradali della Rti; l’ingegner Leonardo Graziani, 41 anni, di Firenze, direttore del servizio del contratto Global Service di gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria della Firenze-Pisa-Livorno.

LE ACCUSE

Per la Procura, ciascuno per il suo ruolo tra Avr e Città Metropolitana, i sei imputati avrebbero ignorato o disatteso le ordinarie condizioni di manutenzione della struttura. Di qui il cedimento della giunzione di saldatura il montante verticale e la traversa orizzontale, «già compromessa dalla presenza di fessure macroscopiche risalenti nel tempo, che si erano accresciute a causa del peso proprio del cartello e del carico affaticante dovuto alla spinta aerodinamica causata dal passaggio di veicoli, soprattutto i mezzi pesanti, e all’azione del vento, e che non erano state tempestivamente individuate attraverso le indispensabili ispezioni, mai previste e, tantomeno, effettuate, né erano state messe in sicurezza» è la tesi dell’accusa.

NIENTE ISPEZIONI

Nel dettaglio Tosi, Ferrante e Rosi, per conto della Città Metropolitana di Firenze, «omettevano di prevedere specificamente, nei piani operativi di intervento relativi al contratto di appalto Global Service Fi-Pi-Li, stipulato tra il nominato ente e la Rti di cui era capogruppo la Avr Spa, lo svolgimento di periodiche ispezioni e manutenzioni dei portali segnaletici a bandiera collocati lungo la citata strada, nonostante queste rappresentassero l’unico strumento idoneo a garantirne la sicurezza».

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