L'indagine sui tamponi: a Pisa Omicron non ha sviluppato mutazioni

Il professor Pistello (Aoup) illustra i risultati dello studio su 83 tamponi positivi. Scovate sottovarianti di Delta

PISA. Stabile, almeno per il momento. Omicron mantiene le sue caratteristiche e non muta, a differenza della variante Delta che continua a cambiare, probabilmente per tentare un’ultima resistenza ai vaccini e all’avanzare inarrestabile della “sudafricana”.

È quanto emerso da uno studio eseguito dal reparto di virologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup) che rientra nell’ultima flash survey, analisi promossa dall’Istituto superiore di sanità con i laboratori regionali addetti al sequenziamento dei casi Covid-19 (oltre all’Aoup, in Toscana sono coinvolte le aziende ospedaliero-universitarie di Firenze e Siena).


L’obiettivo dell’indagine, i cui dati saranno pubblicati nei prossimi giorni, è scattare un’istantanea sull’incidenza di Omicron nei nuovi contagi, mappare e analizzare l’andamento e la diffusione della variante. «Omicron, almeno nel nostro territorio, non presenta diversificazioni rispetto a quando è comparsa – spiega il professor Mauro Pistello, direttore dell’unità operativa di virologia dell’Aoup -. Per quanto riguarda la Delta, sono invece presenti nuove sottovarianti, quasi insignificanti e senza un’importante incidenza. La variante Delta è presente da più tempo nell’uomo e quindi, in qualche modo, si adatta e si diversifica».

Un tentativo per continuare ad esistere, combattendo l’azione dei vaccini e l’avanzata di Omicron, probabilmente destinato a sfumare nell’arco di qualche settimana. La “sudafricana” ha ormai soppiantato la variante “indiana”, affermandosi come ceppo del virus Covid-19 prevalente. Omicron, prossimamente, potrebbe fare lo stesso, tentando mutazioni per resistere alla controffensiva dei vaccini e continuare una corsa che, alimentata dalla sua alta trasmissibilità, oggi sembra inarrestabile. Su 83 casi sequenziati (tamponi effettuati lo scorso 3 gennaio) nei laboratori dell’Aoup, sei sono risultati a Delta, il resto a Omicron. Informazioni che saranno incluse nell’analisi dell’Istituto superiore di sanità per studiare la diffusione di Omicron e per capire dove e perché incide di più. I dati dello studio dell’Aoup (tamponi positivi provenienti da tutta la provincia di Pisa e in parte anche nelle province di Livorno, Lucca e Massa Carrara) permetteranno di approfondire la circolazione della “sudafricana” su gran parte della costa toscana.