Pisa, la rivolta dei residenti contro le limitazioni per i cancelli in zona stadio

Lettera di un gruppo di cittadini con una serie di domande rivolte alle istituzioni: si chiede la revisione degli orari

PISA. Un gruppo di cittadini residenti nella zona dello stadio chiede risposte sulle norme di sicurezza che prevedono la chiusura dei cancelli intorno all’Arena. Una richiesta rivolta anzitutto alla prefettura. Questi cittadini si dichiarano «costretti a subire limitazioni alle proprie libertà, in termini di spostamenti e svolgimento delle normali attività».

Seguono una serie di domande: «1) quali sono le norme di controllo dei tifosi che partecipano alle partite: capiamo perfettamente che in passato ci siano stati scontri, anche violenti, e che permane il rischio che si ripetano, ma perché obbligare residenti, turisti e lavoratori a fare percorsi lunghi in alternativa per poi ritrovarsi nello stesso punto del blocco superato; 2) vorremmo sapere perché i divieti di sosta partono dalle 8 del mattino anche quando la partita viene giocata alle 21.15, capiamo che serva mantenere libere le strade ma quando i cancelli vengono chiusi alle 14, specie per chi abita in quelle strade, è un disagio aggiuntivo allungare i tempi di parcheggio lontano; altro aspetto riguarda le transenne ed avvisi non sono sempre presenti, che costringono le auto a fare marcia indietro dalle zone interdette, altro disagio riguarda la pista ciclabile di via Contessa Matilde interamente occupata da auto di tifosi e dalla polizia; 3) perché non permettere il transito ai non tifosi specie in via Piave dove passano solo auto e pullman che sono protetti: non è accettabile bloccare a tempo indeterminato persone che niente hanno a che fare con la partita di calcio, tanto più che la stessa via è raggiungibile passando dalla parte opposta, creando paradossali situazioni con persone tranquille bloccate dietro i cancelli e veri scalmanati che fanno “baldoria” all’assalto ai pullman di passaggio; 4) è giusto bloccare anche il passaggio pedonale di arterie importanti (vedi via Piave) per 75 minuti per permettere il passaggio sporadico di auto e pullman?».


«Teniamo a ribadire – proseguono – che non vogliamo l’eliminazione dei cancelli, né denunciamo la loro inutilità, sappiamo bene che la sicurezza è fondamentale, ma crediamo sia anche bene evitare le esagerazioni. Riteniamo che come abitanti e lavoratori ci dobbiamo, per diritto, sentire in libertà di uscire e di non dover aspettare un’ora e un quarto per attraversare una strada».

«Quindi – è la conclusione – quello che chiediamo è che, con i dovuti controlli, i pedoni possano passare e che vengano indicati orientativamente gli orari di chiusura pedonale dei cancelli, ad esempio 15 minuti prima della fine della partita ed apertura dopo 30 minuti. Teniamo a precisare che le vie come appunto via Piave sono “esterne” al circuito intorno allo stadio».