La presidente degli industriali: «Pisa deve essere leader della costa»

Patrizia Alma Pacini: grande delusione dall’assenza di infrastrutture nel Pnrr, i politici devono cambiare strategia

PISA. «Se il 2022 si è aperto con la buona notizia per Pisa dell’ottenimento di finanziamenti dal Pnrr per importanti opere pubbliche che avranno un positivo impatto anche socio-economico per la città, non possiamo dire altrettanto per quanto riguarda le infrastrutture. Ci lasciamo alle spalle un 2021 che si è chiuso con la presa d’atto che, sotto la voce infrastrutture, la nostra provincia non è in alcun modo inserita nel Pnrr. Questo rappresenta una grande occasione mancata e il segno, vorrei dire, di una politica a livello strategico regionale su cui sarebbe il caso di riflettere».

Messaggi diretti e trasversali quelli che lancia Patrizia Alma Pacini, imprenditrice, presidente dell’Unione Industriale Pisana.


Pacini, quale dovrebbe essere, secondo lei, una priorità per questo nuovo anno?

«Azioni concrete per creare e migliorare le infrastrutture: impegni e parole non bastano più. Un anno fa, alla firma dell’accordo sulla riqualificazione dell’area di Ospedaletto, la Regione aveva assicurato massimo impegno sulle infrastrutture per il nostro territorio. Dal 2019 è istituito il Tavolo allargato sulle infrastrutture. Ma il Pnrr ha ignorato Pisa e la costa. Spero che questo possa essere d’insegnamento per tutti e da stimolo per rimettere in piedi questo Tavolo ed arrivare ad azioni concrete che ci consentano di recuperare l’occasione persa».

Cosa intende, in particolare?

«Qualunque ragionamento su sviluppo e crescita della città di Pisa non può eludere il tema delle infrastrutture e del loro potenziamento. Perché Pisa non è solo il capoluogo di una vasta provincia che riunisce positive e promettenti realtà, ma è anche il punto di riferimento di una costa toscana che chiede da anni strumenti per trasformare un potenziale che stenta a diventare attrattore di investimenti. E questo proprio a causa della scarsità e vetustà dei collegamenti, un fattore che rischia, come già detto, di limitare anche lo sviluppo aeroportuale».

Cosa dovrebbe cambiare secondo lei?

«La prospettiva. A livello regionale si dovrebbe guardare alla costa toscana non come un elemento di criticità, ma come un’area dal grande potenziale. E con una città, Pisa, che per le sue caratteristiche può esserne il centro aggregatore, da Genova a Roma. La forza di Pisa, città leader, avrebbe un effetto di ridistribuzione di benessere e sviluppo sull’intera costa. Per arrivare a questo, però, serve la volontà di tutti. Per competere e per crescere deve essere chiaro che lo sviluppo di una regione non può avvenire per compartimenti stagni, ma distribuendo progetti e risorse perché tutti i territori vadano alla stessa velocità. Siamo molto delusi invece dall’incapacità della politica nel concretizzare progetti ad ampio raggio (temporale e geografico) per un reale sviluppo».

Alla luce di questo, come vede questo nuovo anno per la città?

«Nonostante le criticità ci sono segnali positivi. Credo che il 2022 continuerà ad esprimere ancora ottimi risultati dalla “squadra” che abbiamo creato nel 2020 con la nascita della rivista eXL. Se da un lato il magazine racconta il nostro territorio e le sue eccellenze, dall’altro rappresenta un’esperienza che per la prima volta ha riunito in un unico progetto le più importanti realtà istituzionali, universitarie e produttive creando tra esse conoscenza e collaborazione concreta. Abbiamo in pratica fondato un modello il cui scopo è lavorare assieme con l’obiettivo comune di valorizzare la città e la provincia creando crescita sociale ed economica. Questo a dimostrazione che Pisa può essere la città di riferimento del territorio costiero».

Qualche esempio di queste sinergie?

«Tutte le realtà presenti in exL cooperano nella direzione di una città sostenibile. Un esempio è il protocollo di Ospedaletto per la riqualificazione dell’area industriale che da anni aspettava una svolta in questo senso. Ricordo inoltre che le principali istituzioni pisane hanno realizzato l’unico protocollo Asvis (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) in Toscana per raccogliere le iniziative di sostenibilità e promuoverne la diffusione».

E sul fronte dell’occupazione?

«Questo è un tema su cui l’Unione Industriale Pisana è fortemente impegnata. Da alcuni anni puntiamo molto sul coinvolgimento delle scuole medie e degli istituti tecnici e professionali. Si sente in città una grande voglia di ripartire dopo il Covid e molti giovani, dotati di talento e di idee, cercano strade per esprimerle. La nostra città, con le sue aziende grandi, medie e piccole, e con una buona qualità della vita, come attestato dalla classifica del Sole 24 Ore, offre importanti opportunità, in particolare nei saperi scientifici e nelle cosiddette materie Stem, che fanno delle nostre università delle gemme a livello internazionale».

Con la Scuola Sant’Anna portate avanti il progetto della Fondazione Talento all’Opera: che funzione dovrebbe avere per Pisa?

«Sono tanti i ragazzi che vengono a Pisa per formarsi nelle nostre prestigiose Università e Scuole di eccellenza e che, a causa di un sistema generale profondamente complesso, non trovano sbocchi e scelgono di andare all’estero. Con Talento all’Opera, ma anche grazie ad una sempre più intensa collaborazione con Normale, Ateneo, Cnr, eccetera, offriamo ai nostri giovani la possibilità di restare, sostenendoli e mostrando loro le opportunità del nostro territorio. Un esempio ci arriva dalla Scuola Normale: è in aumento la propensione dei suoi diplomati a lavorare in azienda e questo è molto importante per la crescita del sistema delle imprese».

Le aziende: come sarà per loro il 2022?

«Sarà un altro anno in cui dovranno dimostrare la loro capacità di resistere e progettare: gli aumenti del costo dell’energia e delle materie prime rappresentano un’ulteriore prova oltre a quella della pandemia che speriamo di lasciarci presto alle spalle. Sotto questo profilo, la nostra associazione da due anni è impegnata a rendere meno pesanti per le imprese gli effetti della pandemia e devo dire che molti risultati sono stati possibili grazie alla collaborazione con enti ed istituzioni locali. Abbiamo inoltre una delle più importanti motor valley italiane che dovrà affrontare l’ulteriore sfida della transizione energetica».